Torino accoglie dopo 20 anni il grande artista bulgaro Christo

Il 17 ottobre Torino è stata protagonista di due eventi importanti che l’hanno confermata capitale della cultura e dell’arte: Christo , il geniale artista nato in Bulgaria, le cui opere ed installazioni proprie della Land Art sono ammirate in tutto il mondo, ha ricevuto dall’Università di Torino la laurea Honoris Causa in Storia dell’Arte e, contemporaneamente, il Premio Internazionale Arca d’Oro Italia Sapere Aude 2017.

In Italia abbiamo potuto ammirare nuovamente la sua genialità nel giugno 2016 con l’installazione artistica temporanea “The Floating Piers”, una passerella che attraversava le sponde del Lago d’Iseo.

L’artista mancava da Torino da ben vent’anni e, conducendo una vita molto ritirata e protetta, intento solo alla sua arte, è stato un compito non facile quello di vederlo partecipare di persona. Ciò è stato possibile grazie all’impegno e alla costanza del Console Onorario della Bulgaria a Torino, dottor Gianni Maria Stornello, e al presidente dell’Accademia della Voce del Piemonte, Armando Caruso.

Caruso, redattore per oltre vent’anni agli Spettacoli della Stampa seguendo in giro per il mondo i grandi cantanti lirici e i più importanti direttori d’orchestra, è stato l’ideatore del premio Arca d’Oro Italia e già in passato si è speso perché l’Università di Torino conferisse al Maestro Riccardo Muti la laurea Honoris Causa, consegnandogli inoltre il Premio Arca d’Oro.

È lo stesso Console Stornello a spiegarci come è nata tale iniziativa: “Da sempre sono vicino all’amico Caruso sostenendolo nelle sue idee e nella fermezza con cui realizza ogni suo progetto. Quest’anno la scelta è caduta su Christo e abbiamo chiesto al Prof. Ajani, Rettore dell’Università, di accogliere la proposta”.

“Dal 1991 grandi artisti hanno ricevuto questo Premio – precisa Armando Caruso – non solo importanti maestri della musica come Zubin Mehta, Claudio Abbado, Riccardo Muti, per citarne alcuni, ma anche altri artisti del panorama culturale come Luca Ronconi, Paolo Conte, Carla Fracci, Mirella Freni e tantissimi altri”.

“Dopo tanti nomi – prosegue Caruso – si è accesa anche la luce dell’intramontabile stella di Christo. Con il Console Stornello abbiamo avvertito imperioso il desiderio di averlo con noi. Ci siamo detti: no, lui non può mancare. L’entusiasmo e la coscienza culturale solleva le montagne. Le stesse montagne che Christo fascia di sete, lino e teli colorati”.

Certo, le difficoltà per contattare un artista di tale prestigio non sono mancate, come ci spiega molto bene il dottor Stornello: “Si deve considerare che Christo è un personaggio di grande spessore, con un forte credo nella libertà assoluta dell’uomo. Non si assoggetta, giustamente, ad alcun suggerimento, decide da solo e soltanto per realizzare progetti che nascono dalla sua mente e, nel passato, dalla assoluta comunione d’intenti con la sua adorata Jeanne – Claude, sua compagna di vita nonché coautrice di tutte le sue opere”.

“Devo ringraziare – precisa il Console Stornello – alcune personalità del mondo culturale della Bulgaria residenti in Italia che ci hanno dato una mano e quindi gliene siamo profondamente riconoscenti. È stato un impegno improntato alla massima collaborazione, ma comunque non facile. Soprattutto per quanto riguarda la comunicazione. Christo vive nel suo mondo e non concede molti spazi, non ama l’ufficialità della politica da cui si tiene lontano. Lascia al nipote Vladimir Yavachev ogni forma di comunicazione. Ed è stata una fortuna immensa realizzare questo progetto. Naturalmente i miei amici bulgari ci hanno aiutato non poco. Per questo ringrazio personalmente l’avvocato Mariya Gancheva, la dottoressa Gergana Hristova e la giornalista e scrittrice Zornitza Kratchmarova, biografa di Christo, autrice di un bel libro che chiarisce l’indole dell’artista, la sua fede, l’ironia con cui affronta ogni sua opera. Libro che è stato presentato al Circolo della Stampa di Alessandria il 12 ottobre”.

L’Accademia della Voce del Piemonte è un punto di riferimento importante per cantanti e giovani musicisti, le cui finalità sono state sempre correlate all’alto perfezionamento lirico con artisti docenti di grande spessore. Come mai un premio assegnato al di fuori del mondo della musica?

“A me sembra naturale – spiega Armando Caruso – Nella storia del Premio Arca d’Oro ci sono personalità che non appartenevano al mondo della lirica e della musica. Ho sempre pensato che nella cultura non ci devono essere sentieri divisori, barriere accademiche, pur necessarie nell’apprendimento, ma l’arte è l’espressione di un mondo estremamente composito, onnicomprensivo, frutto di conoscenza, di sapere, di emozioni. L’artista deve essere possessore di esperienze diverse. Soltanto in tal senso può esprimersi senza riserve, senza condizionamenti. Christo abbraccia la natura, le montagne, i monumenti che appartengono alla storia, quasi volesse idealmente impossessarsene. Ma non è così. Gli interventi successivi sono sempre tesi a restituire il pianeta alla sua originaria natura”.

“Oggi Christo – conclude Caruso – è l’artista più conosciuto al mondo, perché continua a stupire con le sue meravigliose intuizioni. È un uomo schivo, geloso della sua privacy, premuroso e profondamente legato alla memoria della sua Jeanne-Claude. Questa sua gentilezza d’animo deve farci comprendere che con la bontà si raggiungono pensieri che altrimenti ci sarebbero impediti”.

Infatti, con la sua sensibilità, il grande artista odia da sempre ogni forma di autoritarismo.

Come sottolinea molto appropriatamente il Console Stornello: “il comportamento di Christo, sin da giovane, è stato esemplare. Ha rifiutato ogni contatto autoritario, ogni nazionalismo, è stato apolide per oltre 17 anni, ha peregrinato in Francia, Svizzera e altri paesi Europei, per approdare infine negli Stati Uniti, dove ha accettato di divenire americano. È un uomo che ama la libertà nel senso più democratico del termine. Del resto, questo suo grande amore per la natura, il desiderio di preservarla dalla cecità di tanti governanti, dimostra quanto
immenso sia il suo desiderio di libertà. I critici lo considerano un artista dagli orizzonti infiniti. È sicuramente così. Si potrebbe dire che ad oggi nessun artista possa emulare il suo pensiero.
Noi lo abbiamo definito un illuminista del nostro tempo, proprio perché mette l’uomo al centro dell’evoluzione del pensiero”.

Per Armando Caruso “Christo è un artista diverso da tutti gli altri suoi colleghi contemporanei”, infatti a differenza degli altri, lui non rinchiude la natura dentro tele e cornici costrittive, non la imprigiona, ma, al contrario, “immortala la natura vivendola, tendendole una mano per plasmarla”.

Questa di certo non sarà l’ultima avventura artistica che vede la collaborazione tra il Consolato di Bulgaria in Torino e l’Accademia della Voce del Piemonte, come ci spiega lo stesso Console Gianni Maria Stornello: “Stiamo valutando varie ipotesi, perché amiamo Torino e desideriamo che abbia sempre il meglio. Vedremo. Una cosa è certa. Christo ci stupisce? Ci sta indicando la strada maestra. Se avessimo la fortuna di averlo qui con noi, potremmo chiedergli di lavorare in Piemonte e trovare così una seconda patria”.

Antonella Formisano