Un piccolo gesto di correttezza

Per la serie “ogni tanto una piccola buona notizia”, domenica scorsa, durante una partita di calcio, un giocatore dell’Angelana (squadra umbra che milita in Eccellenza) ha segnato un goal viziato da un fallo di mano. L’arbitro non se ne è accorto, nonostante le proteste degli avversari, e ha convalidato la rete, ma il calciatore che aveva commesso il fallo gli si è avvicinato e ha correttamente ammesso quanto accaduto. Risultato? Goal annullato, giustamente. Per la cronaca, l’Angelana ha comunque poi vinto l’incontro, per combinazione o per giustizia con due reti dello stesso protagonista di questo piccolo, bel gesto.

Che c’è di strano? In un mondo ideale, di strano non ci sarebbe effettivamente nulla… le cose sono andate in un certo modo, ed è giusto che gli effetti siano conseguenti. Ma questo, appunto, in un mondo ideale, dove la verità ha ancora un valore, dove non si tira continuamente a “barare”, dove si ha il coraggio dei propri gesti, dove si ammettono le proprie responsabilità. Ahimè, oggi non funziona più così… la colpa è sempre dell’altro, le responsabilità sono sempre “a monte” (lo scrivevo già tempo fa su un’altra gloriosa testata), e si tira sempre a “fregare” comunque il prossimo, per proprio tornaconto, anche inscenando commedie che sarebbero comiche se non fossero troppo tristi, al massimo sono gli altri che “non hanno capito”. Un piccolissimo esempio, proprio nel calcio? La interminabile serie di “tutti giù per terra” che si amplia ogni volta che un attaccante si trova nell’area di rigore avversaria e non trova di meglio che capitombolare senza motivo sperando di ottenere il rigore. Ma quello del calcio è solo, appunto, un esempio; altri se ne possono trovare nella vita di tutti i giorni, a ogni livello, a partire dalla famiglia per finire alla politica. E le conseguenze sono spesso, purtroppo, molto più gravi. Ecco allora che il piccolo (sottolineo l’aggettivo) gesto di correttezza e di sincerità del calciatore dell’Angelana acquista tutto il suo giusto risalto (e infatti è stato riportato anche sui media a livello nazionale). Sicuramente non cambierà il modo di fare e di comportarsi di tanti, troppi, ma certamente ci consola, almeno un pochino, pensare che qualche “vero” uomo ancora esiste.

Gian Luca Lamborizio