Lavoratori autostradali: il Governo boccia l’emendamento Borioli/Esposito

In migliaia rischiano di perdere il posto di lavoro per via della bocciatura dell’emendamento Borioli/Esposito sugli appalti autostradali. In tutto il Piemonte, specialmente nella provincia di Alessandria, i lavoratori licenziati potrebbero essere circa 2000. L’emendamento, che vedeva come primo firmatario il Senatore Daniele Borioli, prevedeva l’aumento dal 20 al 40% delle opere che potevano venire eseguite senza passare tramite una gara di appalto. All’inizio era sembrato che l’emendamento fosse una soluzione al problema ma ora i licenziamenti annunciati dal gruppo Gavio e dagli altri concessionari autostradali potrebbero diventare una certezza.

È stato un errore grave la bocciatura – afferma il Senatore Daniele Borioli – dell’emendamento al decreto fiscale con il quale si portava a 60/40, per i concessionari autostradali, il rapporto tra gli affidamenti di lavori con procedura di gara e quelli diretti. Un errore che rischiano di pagare i lavoratori, alcune migliaia di persone in tutta Italia (almeno 3000).

I sindacati, intanto, sono sul piede di guerra e hanno proclamato lo stato di agitazione permanente per i lavoratori edili di tutte le concessionarie autostradali piemontesi. “Prendiamo atto con profondo rammarico – dichiarano Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil –, che il Governo, dopo averci detto – tramite i due ministeri Mit e Mise – di ritenere percorribile l’emendamento Borioli/Esposito, che rappresentava la soluzione al problema dei lavoratori, poi però, nel passaggio tra le parole e i fatti, ha proceduto al contrario, condannando 3.000 Lavoratori edili, di cui, 1000 nel solo Piemonte a licenziamento certo.Siamo amareggiati, e parecchio arrabbiati, perché l’emendamento Borioli/Esposito, non solo era giusto, ma soprattutto, rappresentava una strada percorribile perché chiedeva anche in Italia l’applicazione della normativa europea in materia. Per noi, la salvezza dei posti di lavoro è prioritaria, la battaglia non è ancora finita, non consentiremo si faccia Macelleria Sociale”.

L.S.