La prima Giornata Mondiale dei Poveri

Il «Padre nostro» è «la preghiera dei poveri e la richiesta del pane esprime l’affidamento a Dio per i bisogni primari della nostra vita». Lo rammenta Papa Francesco in vista della Giornata mondiale dei poveri che si terrà per la prima volta domenica 19 novembre 2017: dopo la Messa a San Pietro, egli offrirà il pranzo a 500 poveri. «Siamo chiamati a tendere la mano ai poveri. Di fronte alla povertà di grandi settori della società, non si può restare inerti né rassegnati». La questione deve diventare centrale, soprattutto per i cristiani.

Nel messaggio il Papa spiega: «Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri. Se desideriamo offrire il nostro contributo efficace per il cambiamento della storia, generando vero sviluppo, è necessario che ascoltiamo il grido dei poveri e ci impegniamo a sollevarli dalla loro emarginazione. Invito i poveri che vivono nelle nostre città a non perdere il senso della povertà evangelica che portano impresso nella loro vita».

A fonte di «una ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati c’è una povertà con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povertà ha il volto di donne, di uomini e bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro».

Bisogna reagire «alla povertà che impedisce a tanti giovani di trovare un lavoro; alla povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povertà che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando il merito di chi lavora e produce». Sono «benedette le mani che superano ogni barriera di cultura, di religione e di nazionalità versando olio di consolazione sulle piaghe dell’umanità». Bergoglio invita «la Chiesa e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo su quanti tendono le mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste. La Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro».

Il Pontefice ha istituito la Giornata dei poveri come frutto dell’Anno Santo straordinario della misericordia 2015-16 e l’ha fissato alla penultima domenica dell’anno liturgico, la XXXIII del tempo ordinario, in modo che risulti ancora più autentica la solennità di Cristo re. La Giornata è in prossimità dell’11 novembre, festa di San Martino, vescovo di Tours, uno dei simboli della carità. Da sempre parrocchie e associazioni caritative, come la San Vincenzo, in novembre svolgono iniziative di solidarietà, tipo «l’inverno del povero».

La prima Giornata è per i migranti ed è istituita nel 1914 da Bene­detto XV. Pio XI nel 1926 fissa la Giornata missionaria alla terza domenica di ottobre, dietro richiesta dei fondatori degli Istituti missionari, tra i quali il torinese don Giuseppe Allamano. Dal Concilio nascono tre Giornate istituite da Paolo VI: nel 1964 per le vocazioni nella IV domenica di Pasqua («Gesù Buon Pastore»); nel 1967 la Giornata delle comunicazioni sociali (in Italia si celebra nell’Ascensione); nel 1968 la Giornata per la pace il 1° gennaio di ogni anno. Giovanni Paolo II ne istituisce tre: nel 1986 Giornata della gioventù che si celebra nella Domenica delle palme (ogni tre-quattro anni il Pontefice la celebra in un continente: la prossima il 22-27 gennaio 2019 a Panama); nel 1993 Giornata del malato l’11 febbraio memoria di Nostra Signora di Lourdes; nel 1997 Giornata della vita religiosa il 2 febbraio, presentazione di Gesù al tempio.

Pier Giuseppe Accornero