Questi giapponesi!

Fra patetiche eliminazioni dai mondiali di calcio e decessi di personaggi tristemente famosi, la notiziola della settimana è che, in Giappone, una compagnia di trasporti ferroviari ha sentito il dovere di porgere ufficialmente le proprie scuse alla clientela.

Ve ne chiederete forse il motivo e, abituati agli usi italici, penserete quasi certamente a una partenza o a un arrivo con qualche bella ora di ritardo, magari dopo soste interminabili in mezzo alla campagna, al freddo o al caldo, senza comunicazioni nel frattempo intervenute. Invece no. Invece la compagnia giapponese ha chiesto scusa poiché, udite udite, il suo treno da Tokio è partito con la bellezza di… venti secondi di anticipo!

Avete letto bene… venti secondi. In Giappone, l’ho appreso ora, gli orari di partenza dei treni vengono forniti non al minuto (troppo semplice!), bensì al secondo e il convoglio è partito, appunto, venti secondi in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Non oso pensare alle reprimende che saranno toccate ai macchinisti troppo zelanti.

Per la cronaca, nessuno si era ovviamente accorto della partenza “anticipata”, e il treno ha recuperato senza troppa fatica l’anticipo prima di arrivare puntualissimo alla stazione di arrivo, ma il “fattaccio” c’era stato e le scuse, non sollecitate, pure.

Ecco, il fatto è questo e il mio articolo finisce praticamente qui. Fare commenti o comparazioni con la situazione del Paese delle meraviglie sarebbe infatti scontato e soprattutto impietoso; pertanto mi astengo. Però… però ricordiamoci che quando diciamo, per consolarci, che “tutto il mondo è paese”, a volte diciamo davvero una solenne sciocchezza.

Gian Luca Lamborizio