Diritto partecipato alla salute. Bambini, adolescenti e adulti tra protezione e partecipazione

Venerdì 24 novembre il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali dell’Università del Piemonte Orientale, ad Alessandria (Via Cavour 84, Aula 208 dalle 9.30) ospita il convegno “Diritto partecipato alla salute. Bambini, adolescenti e adulti tra protezione e partecipazione”. L’incontro è organizzato dal CEIMS (Centro d’Eccellenza Interdipartimentale per il Management Sanitario) dell’UPO e da Lab-SIA (Laboratorio Salute Infanzia Adolescenza) con il patrocinio dell’AIS (Associazione Italiana Sociologia) in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza.

Tra i diritti promossi e protetti dalla Carta dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (ONU 1989), di cui il 20 novembre si celebra la Giornata Internazionale, spicca per la sua importanza il diritto alla salute. La Carta  ha inteso questo diritto in modo nuovo, non soltanto esclusivamente rivolto alla protezione della salute dei bambini, a cui fa da corrispettivo il dovere degli adulti di mettere in atto tutte le misure necessarie – sanitarie, giuridiche, economiche, sociali, organizzative, culturali – per difendere e promuovere la salute infantile e per curare gli stati di malattia; ma anche, e soprattutto, come il diritto riconosciuto ai bambini e agli adolescenti di partecipare alla costruzione dei percorsi di cura che li riguardano, di essere accompagnati ad esprimere la loro volontà nelle scelte terapeutiche, di essere ascoltati e tenuti in considerazione per tutto ciò che riguarda le decisioni importanti per la salute.

Il diritto alla salute si declina, dunque, secondo le tre “P” proposte dalla Convenzione: Protection, Provision, Participation. L’innovazione sostenuta dalla Carta dell’ONU ha promosso e rafforzato la consapevolezza che i bambini e gli adolescenti, secondo le loro capacità di discernimento, possono essere considerati attori consapevoli e competenti nelle relazioni terapeutiche e ciò sia per quello che riguarda le malattie occasionali, acute, sia per quanto riguarda le patologie croniche. Ha stimolato inoltre l’idea che questo riconosciuto protagonismo sia un fattore importante nella costruzione dei percorsi di salute individuali e sociali. Nell’alveo di questa innovazione si collocano le Carte internazionali e ospedaliere per il riconoscimento dei diritti dei bambini in ospedale, così come la ricerca e l’implementazione di alcune “buone prassi” in ambito pediatrico.

Il convegno vuole esplorare il tema del diritto alla salute dei bambini e degli adolescenti secondo le due prospettive: la prospettiva del diritto alla protezione, ossia secondo la declinazione che implica l’obbligo, per gli adulti, di provvedere tutto ciò di cui necessita la tutela della salute infantile (Protection e Provision); la prospettiva del diritto alla partecipazione, che riconosce l’esistenza di competenze infantili utilizzabili proficuamente nella relazione terapeutica, con il corrispettivo dovere degli adulti – genitori, personale sanitario, insegnanti ed educatori, organizzatori dei servizi per la salute – di rendere possibile l’ascolto delle opinioni sullo stato di salute e di malattia che i bambini e gli adolescenti, secondo i risultati di numerose ricerche, sono in grado di elaborare compiutamente già a partire dalla prima infanzia (Provision e Participation).

L’evento sarà diviso in due sessioni. Nel corso della prima, concernente la Protection e la Provision, verranno presentate riflessioni riguardanti aspetti sociali, sanitari, giuridici e organizzativi della protezione del diritto alla salute, secondo il punto di vista degli adulti che maggiormente si occupano della salute e del benessere infantili e adolescenziali. Nella seconda sessione, riguardante la Provision e la Participation, verranno presentate riflessioni relative a pratiche di partecipazione infantile nella relazione terapeutica e i risultati di ricerche che hanno trattato specificamente il tema delle competenze infantili, dell’ascolto dei minori e della loro partecipazione ai percorsi di gestione della malattia e della cura.