Nel 2018 i giovani in preghiera alla Sindone

Nell’agosto 2018 a Torino preghiera dei giovani davanti alla Sindone – ma non  ostensione – per il Sinodo sui giovani. Lo ha annunciato il 21 novembre 2017 l’arcivescovo Cesare Nosiglia, custode pontificio della Sindone. Le diocesi subalpine lanciano il pellegrinaggio dei giovani a Roma. Il 9 agosto 2018 giungeranno alla reggia di Venaria Reale, patrimonio dell’umanità e, con il linguaggio dell’arte, vivranno la serata con Messa, adorazione eucaristica, confessioni. Il 10 raggiungeranno Torino e, dal santuario di Maria Ausiliatrice, in serata raggiungeranno la Cattedrale per la preghiera. Nella notte del 10 il pellegrinaggio prosegue verso Roma, dove l’11-12 agosto ci sarà la veglia e la Messa di Papa Francesco. Un’occasione straordinaria di contemplazione e riflessione.

La Sindone richiama l’«amore più grande», cioè il mistero della salvezza incarnata da Gesù, perché di tale amore è impronta visibile. Spiega Nosiglia: «Sentita la Santa Sede, vogliamo porre al centro del pellegrinaggio dei giovani la preghiera e contemplazione della Sindone, ma non sarà un’ostensione e la Sindone non verrà spostata né esposta. Saranno i giovani ad avvicinarsi per contemplarla e pregare. L’iniziativa sottolinea il ruolo pastorale della Sindone», come avvenne con l’ostensione televisiva del 30 marzo 2013, Sabato Santo dell’Anno della fede 2012-13. «Tutti ricordiamo la semplicità e la forza del gesto di Papa Francesco il 20 giugno 2015: con il braccio toccò e “accarezzò” la  teca».

I giovani in preghiera alla Sindone sono un segno di speranza per il Piemonte. Ancora Nosiglia: «Il cammino verso Roma è un segnale di continuità della fede e nella devozione alla Sindone che mostra l’impronta di Gesù crocifisso e risorto. I giovani sono chiamati a seguire tale impronta per tracciare un nuovo cammino della Chiesa. Ci auguriamo che i giovani, anche mediante questo  pellegrinaggio, si sentano sollecitati e coinvolti a portare speranza nel mondo, soggetto a paure e violenze».

Il Sinodo dei vescovi a Roma dal 3 al 28 ottobre ha per tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Le diocesi si sono attivate o si stanno attivando per questo importante appuntamento. In Italia, oltre alle iniziative locali, si preparando un grande «segno» che avrà come protagonisti i giovani: l’esperienza dei cammini nei territori del Paese si conclude nell’incontro a Roma con Papa Francesco l’11-12 agosto 2018. Camminare fianco a fianco costringe a scambi di parole e ad ascolti di silenzi. Spiega don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale pastorale giovanile: «Sarà possibile favorire il protagonismo giovanile: mettendo sotto i piedi dei ragazzi una strada da percorrere, più che un palcoscenico dove esibirsi».

Il documento preparatorio del Sinodo («Lineamenta») indica come figura di riferimento il «discepolo amato» da Gesù, narrato nel quarto Vangelo, che si identifica con il giovane Giovanni apostolo ed evangelista. La sua vicenda è strettamente intrecciata con quanto la Sindone offre a ogni pellegrino, la passione, morte, sepoltura e risurrezione di Gesù, ovvero il mistero dell’«Amore più grande» che fu il tema dell’ostensione 2015 . Seguendo il «discepolo amato», i giovani potranno contemplare nella Sindone l’eccezionale e sorprendente sintesi del cammino compiuto da Giovanni alla sequela di Cristo. Per l’iniziativa dell’agosto 2018 il custode pontificio ha scelto il logo, ideato dallo studio Massimiliano Reale, e il motto: «L’amore lascia il segno».

La Sindone è infatti impareggiabile «documento» della crocifissione e morte di Gesù, come disse Papa Benedetto XVI nella visita del 2 maggio 2010: «La Sindone è un’icona scritta col sangue; sangue di un uomo flagellato, coronato di spine, crocifisso e ferito al costato destro. L’immagine impressa sulla Sindone è quella di un morto, ma il sangue parla della sua vita. Ogni traccia di sangue parla di amore e di vita».

Il motto «L’amore lascia il segno» è anche un richiamo al forte appello di Francesco nel discorso al «Campus misericordiae» di Cracovia il 30 luglio 2016 per la Giornata mondiale della Gioventù. Invitò i giovani a lasciare un segno, un’impronta: «C’è una paralisi difficile da identificare e che ci costa molto riconoscerla: pensare che per essere felici serva un divano. Il divano è la paralisi silenziosa che può rovinare di più la gioventù. In questo modo ci ritroviamo imbambolati e intontiti e altri, più svegli, ma non più buoni, decidono il futuro per noi. Non siamo venuti al mondo per vegetare, ma per lasciare un’impronta». In fondo era il motto del beato Pier Giorgio Frassati: «Vivere, non vivacchiare».

L’invito è rivolto ai giovani subalpini di 16-30 anni delle 17 diocesi ma anche delle diocesi conosciute nei gemellaggi con Francia, Spagna e Polonia. La venerazione della Sindone sarà possibile unicamente ai giovani e ai loro accompagnatori che parteciperanno al cammino, previa iscrizione obbligatoria. Un’attenzione particolare sarà riservata ai giovani malati e disabili.

La venerazione della Sindone si realizza da secoli con forme diverse e non solamente nelle ostensioni. C’è un continuo pellegrinaggio di fedeli e turisti alla Sindone anche nei lunghi periodi in cui rimane chiusa e non visibile: tra essi ci sono convinzioni di fede diverse ma questa è una delle caratteristiche della Sindone: interroga e invita alla riflessione. Anche questa iniziativa si inserisce nella storia della devozione alla Sindone. La documenta una presenza «itinerante» in Piemonte e a Torino: prima di essere collocata nella splendida Cappella edificata dall’abate-architetto Guarino Guarini la Tela fu ospitata nella reale chiesa di San Lorenzo e nella la chiesa di San Francesco d’Assisi dove per molti decenni ci fu il Convitto Ecclesiastico e nel secondo dopoguerra fu ospitato il Centro cappellani del lavoro.

Pier Giuseppe Accornero