Beni confiscati alla criminalità organizzata: contributo a Bosco Marengo per adeguare Cascina Saetta

C’è anche Bosco Marengo tra i Comuni piemontesi che riceveranno dalla Regione un contributo per riutilizzare immobili e terreni confiscati alle mafie e alla criminalità organizzata: avrà 8.500 euro per l’adeguamento per progetti sociali di Cascina Saetta. Gli altri sono Volpiano, Nichelino, Coazze, Volvera, Novara, Borgomanero, Moncalvo, Dusino San Michele.

Nel complesso, gli interventi selezionati tra quelli che hanno aderito al bando emanato dalla Regione si concentrano in ambiti come l’agricoltura sociale, l’emergenza abitativa, il contrasto alla marginalità e al disagio, la creazione di luoghi per l’aggregazione sociale e le attività educative. Sono previsti sia nuove iniziative che il rafforzamento di altre già intraprese negli anni passati. I Comuni hanno confermato una diffusa capacità del territorio di progettare interventi di rigenerazione socio-culturale e una decisa volontà di aumentare la consapevolezza dell’importanza del recupero dei beni confiscati.
I progetti finanziati sono stati giudicati da un’apposita commissione come i più rispondenti alle principali finalità del bando, che stanziava 200.000 euro: contribuire a superare le situazioni di emergenza abitativa; realizzare attività a favore delle donne vittime di violenza; rinforzare gli interventi socio-assistenziali ed educative con particolare riguardo al sostegno della famiglia e dei minori, alla tutela di anziani e disabili, all’agricoltura sociale; aiutare l’accoglienza dei rifugiati.
“In questi Comuni – commenta il presidente della Regione, Sergio Chiamparino – potrà essere attuata una precisa volontà della Regione: destinare immobili e terreni acquistati con denaro derivante da attività criminose ad iniziative in grado soprattutto di aiutare concretamente le fasce più deboli della popolazione. Ringrazio pertanto le amministrazioni che hanno aderito al nostro bando”.
L’assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari, aggiunge che“riutilizzare beni confiscati alle mafie mettendoli a disposizione dell’intera comunità per finalità educative e sociali rappresenta la miglior risposta della Regione Piemonte alla criminalità”, mentre l’assessora alle Pari opportunità ed Immigrazione, Monica Cerutti, ricorda che “questo bando ha avuto una valenza molto concreta nel restituire alla comunità beni sottratti alla malavita”.