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Salviamo Palazzo Rosso

Palazzo Rosso, ahimè, sta cadendo a pezzi. Non sto parlando di politica, mi sto proprio riferendo all’edificio settecentesco, storica sede del Comune di Alessandria; la facciata è scrostata, il tetto “fa acqua”, in senso letterale, qualcuno degli storici orologi è fermo da anni, gli infissi sono deteriorati. Se non sbaglio, e se la memoria non mi inganna, qualche tempo fa alcuni pezzi di intonaco della facciata si sono staccati e sono caduti a terra, nell’adiacente via San Giacomo della Vittoria, con grande pericolo per i passanti.

Leggo proprio in questi giorni che il Sindaco Cuttica di Revigliasco sognerebbe un rifacimento esterno completo, entro l’anno prossimo (ottocentocinquantesimo anniversario della fondazione della città e quindi data molto significativa).

L’assessore competente e i dirigenti preposti invece frenano, forse giustamente, in considerazione sia dell’impegno finanziario che sarebbe necessario, sia dei tempi che l’esperimento delle varie procedure di appalto richiederebbe.

Ecco, non voglio entrare nel merito della discussione, ma penso che il Municipio di una città sia uno dei suoi biglietti da visita, così come le sue periferie o il suo centro storico.

Non possiamo pretendere che Alessandria torni a essere (per quanto possibile) un centro di attrazione se il suo edificio più rappresentativo si presenta così malconcio… sarebbe un po’ come se io invitassi a pranzo una brigata di amici, esibissi in cortile una bella auto di lusso (sto pensando ai venti milioni di euro, centesimo più centesimo meno, che abbiamo appena finito di impegnare per il ponte Meier…)  e poi gli facessi trovare la tovaglia macchiata e le stoviglie sbreccate…

Ecco, io mi auguro solo che la discussione fra i vari uffici preposti sia, per una volta, costruttiva, che si trovi una sintesi e che si metta mano, quanto prima, “anche” allo storico edificio.

Magari non entro l’anno prossimo, e pazienza per gli 850 anni di Alessandria, magari non con infissi di legno pregiato, per dire, ma pensiamoci seriamente. Sarà un investimento per l’intera città, senza dimenticare che anche in questo caso, come in ogni condominio, più si attende ad affrontare certi discorsi, più si rischia di spendere.

Gian Luca Lamborizio

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