Dove stanno i problemi veri?

Come di consueto, questa settimana ho navigato un pochino sul web alla ricerca di qualche notizia “positiva”, o almeno curiosa o divertente. Beh… non ne ho trovato, o per meglio dire non ne ho trovato, a mio giudizio, di davvero interessanti, e la cosa mi pare, già di per sé, alquanto indicativa.

Ma, soprattutto, rimanendo a livello “locale” e trascurando, ad esempio, le gravi crisi internazionali (l’ultima delle quali innescata solo pochi giorni fa in Medio Oriente dall’ineffabile Presidente degli USA), mi ha colpito un dato che, sempre a mio giudizio, è assai preoccupante.

Mi sto riferendo al numero di italiani che, secondo l’ISTAT, sarebbero a rischio di povertà. La ricerca è condotta su dati e cifre che a me, abbastanza profano di numeri e statistiche, sembrerebbero piuttosto seri e fondati, ed evidenzia che la percentuale di cittadini italiani e di famiglie a rischio appunto di povertà, relativa o assoluta, pare non essere mai stata così alta.

Attenzione; questo accade proprio quando quasi tutte le fonti “ufficiali” sono impegnate nell’affermare che ormai il grosso della crisi che ha travagliato mezzo mondo da parecchi anni a questa parte è ormai alle spalle e che certi dati economici indicano proprio il nostro fra i Paesi con una percentuale di ripresa più rilevante.

D’accordo, tutti i fenomeni economici hanno tempi piuttosto lunghi per manifestarsi appieno e a ogni livello, ma mi pare comunque che qui ci sia qualcosa che stride; da una parte l’ottimismo “di facciata”, dall’altra il Paese reale con tutti i suoi irrisolti problemi sociali ed economici.

La povertà è davvero una brutta bestia; toglie spesso la dignità alle persone, rende impossibile programmare un qualsiasi futuro, per sé e per i figli, spinge le persone a rinchiudersi in se stesse, impedisce l’esercizio di qualsiasi forma di solidarietà… e sulla povertà altrui spesso ci si può anche speculare, in vari modi…

Certamente, quindi, sarebbe opportuno che “chi di dovere”, invece di dedicarsi, come di consueto, a sterili scaramucce e manovre elettorali o ricerca di poltrone e poltroncine, pensasse finalmente, seriamente e concretamente, “anche” a risolvere questo problema. Penso che non sarebbe tempo buttato e che tutti, indistintamente, apprezzerebbero.

Gian Luca Lamborizio