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Donazioni e trapianti d’organi: il Piemonte conferma l’eccellenza a livello nazionale ed europeo

Il Piemonte è un’eccellenza nel campo dei trapianti, con strutture come quelle dirette dal professor Salizzoni (a luglio 3000 trapianti di fegato in 27 anni), dal professor Rinaldi che sono all’avanguardia in Italia ed in Europa per qualità e quantità degli interventi, così come è di rilievo l’attività di trapianto di rene guidata dal professor Biancone.

Il trapianto è possibile se c’è un donatore ed è sulla cultura della donazione che occorre insistere e lavorare per mantenere i livelli raggiunti in tanti anni. Tutti i trapianti, anche quelli “ordinari”, permettono ai pazienti in lista di attesa di ricevere la terapia necessaria: il gesto di solidarietà dei familiari dei donatori consente ai riceventi di tornare a sperare in un futuro.

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, il dottor Pier Paolo Donadio del Coordinamento regionale donazioni e prelievi di organi (CRP), il professor Antonio Amoroso, direttore del Centro regionale trapianti (CRT) ed il presidente di Federsanità Anci Piemonte, Gianpaolo Zanetta, questa mattina hanno fatto il punto della situazione e sottolineato ancora una volta l’esigenza di promuovere la cultura della donazione degli organi.

Per l’assessore alla Sanità della Regione, Antonio Saitta, “siamo di fronte a una riconosciuta eccellenza nazionale, come ho potuto verificare come coordinatore degli assessori regionali alla Sanità. Voglio sottolineare l’impegno della Regione nel Coordinamento Donazioni e Prelievi di Organi, il cui lavoro ha permesso, negli ultimi anni, di invertire una tendenza non positiva e riportare il Piemonte nelle prime posizioni. Al raggiungimento di questo risultato ha contribuito anche l’impulso dato dalla Giunta regionale che lo ha inserito tra gli obiettivi indicati ai direttori generali delle Aziende sanitarie. Dobbiamo proseguire con lo stesso impegno nei prossimi anni, anche sul fronte della sensibilizzazione tra i cittadini.”

Molto commovente la testimonianza della dottoressa Silvia Giorgis, medico rianimatore dell’ospedale Maria Vittoria di Torino che ha raccontato la storia di Irene, una giovane donna, in gravidanza alla 32ma settimana, che giunge in pronto soccorso in condizioni disperate.

Per Irene non ci sono possibilità di cura: poche ore dopo nasce Emma, con un cesareo fatto in urgenza ed il dolore che segna il viso di tutti. Il marito Oscar decide di donare gli organi. Una decisione presa con il cuore.

“Il legame con Irene, che abbiamo sentito raccontare, e con la sua famiglia non si è esaurito con la morte. Irene ha lasciato un’eredità preziosa: alla sua famiglia Emma, a famiglie sconosciute il dono della speranza di una vita nuova e a noi legami che vanno oltre il dolore. Emma ha una grande mamma e un grande papà di cui andrà fiera e una montagna di zii e zie che le vogliono bene.” – ha detto la dottoressa Giorgis.

I pazienti in morte encefalica segnalati sono 59,1 per milione di popolazione (lo scorso anno erano 49,9), il numero di donatori dal quale almeno un organo prelevato è stato trapiantato è di 31,1 pmp (lo scorso anno 26,6), le opposizioni espresse in vita dal cittadino o testimoniate dai famigliari sono al 34,3 % ( lo scorso anno erano al 33,5).

Il 2017 riconferma il Piemonte tra le regioni capofila in Italia sia per le donazioni che per i trapianti.

I dati relativi alle donazioni, presentati dal dottor Donadio, hanno evidenziato come nel 2017 si sia registrata la miglior performance degli ultimi 10 anni, collocando il Piemonte ben al di sopra della media nazionale. Ancora molto impegno deve essere profuso per ridurre il numero delle opposizioni. Nonostante l’ottimo lavoro svolto fin qui il dottor Donadio ha ricordato che ancora molto impegno deve essere profuso per ridurre il numero delle opposizioni.

Il professor Amoroso ha sottolineato come, grazie all’incremento dei donatori, nel 2017 si è assistito ad una ripresa dell’attività di trapianto, infatti al 30 novembre 2017 erano già stati superati i trapianti eseguiti nel 2016.

In particolare, a fine novembre 2017 sono stati effettuati 199 trapianti di rene (sono aumentati del 50% quelli da donatore vivente), 155 di fegato, 24 di cuore, 30 di polmone e 1di pancreas. Grazie a questo incremento, che si attesta a rispetto al 2016, il numero di pazienti in attesa di trapianto non è ulteriormente aumentato, per la prima volta rispetto all’ultimo periodo.

Con l’attività degli ultimi 11 mesi è stato possibile superare, dall’inizio dell’attività trapiantologica piemontese, i 9011 trapianti (gli interventi di trapianto sono stati 8550 ed in alcuni casi hanno coinvolto più organi).

Molto positivo è anche l’andamento delle dichiarazioni di volontà dei cittadini raccolte presso gli uffici anagrafe nell’ambito dell’iniziativa di adeguamento normativo “Una scelta in Comune” portata avanti dal Coordinamento regionale donazioni e prelievi di organi.

Ad oggi sono 240 i Comuni piemontesi che stanno registrando quotidianamente le dichiarazioni dei cittadini in ordine alla donazione dei propri organi dopo la morte, 12 quelli abilitati ma non attivi, 526 i comuni in fase di abilitazione e 60 quelli in fase iniziale.

Il Presidente di Federsanità Anci, Gianpaolo Zanetta, ha illustrato il progetto V.A.R.I.An.D.O. (Valutazione antropologica registrazione in anagrafe donazione organi) proposto dal CRP e frutto della collaborazione con la Città della Salute e della Scienza e l’Università degli Studi di Torino.

Attraverso il progetto si svolge attività di coordinamento e di supporto all’iniziativa “Una Scelta in Comune” e si studiano le implicazioni sulla popolazione e sulle amministrazioni comunali coinvolte.

Il progetto ha permesso di dare una forte accelerazione all’iniziativa di adeguamento normativo, in particolare nella formazione degli operatori e nella attivazione dei Comuni: infatti, più della metà della popolazione piemontese risiede in Comuni che registrano le dichiarazioni di volontà.

Attraverso le interviste, l’iniziativa “Una scelta in Comune”, è stata valutata dai cittadini e dagli operatori con un punteggio che rispettivamente è di 8/10 e di 9/10.

I cittadini intervistati hanno fatto emergere alcuni spunti di riflessione: la necessità di una maggiore informazione, la persistenza di alcune paure, l’impatto che le notizie mediatiche hanno sulla scelta compiuta, il ruolo delle credenze religiose e delle esperienze personali.

Alla presentazione erano presenti anche i professori Mauro Rinaldi (responsabile del programma trapianto cuore e polmoni), Luigi Biancone (responsabile programma trapianto di rene), ed i dottori Maurizio Orazio Merlo direttore della Chirurgia vascolare 1-trapianto rene e Omidreza Sedig, urologo, trapianto rene, presidio ospedaliero Molinette.

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