Ad Alessandria “Natale con Chagall”

‘Natale con Chagall – Oltre il Paesaggio’ è il titolo della mostra che avrà luogo a partire da venerdì 22 dicembre alle ore 18 (momento inaugurale) e che permarrà fino al 30 gennaio 2018 presso i locali della Biblioteca civica ‘Francesca Calvo’ di Alessandria (in piazza Vittorio Veneto).

L’esposizione — che presenterà due preziosi oli del celebre autore, oltre ad una parte grafica ed una stazione multimediale di grande impatto e suggestione — vuole essere innanzitutto il dono di Natale alla città di Alessandria.

Le peculiarità della mostra sono state presentate nel corso della conferenza stampa odierna, svoltasi nella Sala Giunta del Palazzo Comunale di Alessandria, alla presenza del Sindaco della Città di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco, dell’Assessore comunale alle Manifestazioni ed Eventi di Alessandria Cherima Fteita, del Consigliere Fondazione Cassa di Risparmio di Torino Massimo Bianchi, del Vicepresidente Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria Giovanni Ghe, del curatore della mostra Adolfo Carozzi, del Presidente dell’Associazione Cultura Viva Luciano Tirelli, del Presidente Imago Stefano Pesce, del Presidente della Camera di Commercio di Alessandria in rappresentanza di Asperia Gian Paolo Coscia, di Mauro Bressan, in rappresentanza di Telenergia, del rappresentante di Line, del rappresentante di Amag Mobilità, del rappresentante del Gruppo Iren, del rappresentante di Angolo Acuto e dei Rappresentanti dello Studio legale Volpi e Rossini.

Il progetto di regalare un’esposizione di alto livello artistico alla propria Comunità vede l’avvio con Marc Chagall, grande autore del Novecento, e proseguirà negli anni a venire con altri autori dello stesso impatto emotivo e valore artistico — sottolinea il Sindaco della Città di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco —. Alessandria merita la bellezza dell’arte nei suoi luoghi storici. La Biblioteca ‘Francesca Calvo’ è un luogo bellissimo, che profuma di pagine di libri antichi, dove sono conservati il sapere e la conoscenza: una location per tutti i cittadini che merita di essere valorizzata e di aprirsi al resto del mondo. Con questa mostra voglio fare i miei auguri a tutta la Città con un evento che, sono certo, nell’approssimarsi dell’850 esimo anno dalla sua fondazione, le consentirà di risplendere ed avvicinare nuovo pubblico al centro storico, che ha grande necessità di essere rilanciato. A sei mesi dalla mia elezione ho voluto porre l’accento sulla bellezza dell’arte e la ricerca delle opere. La progettazione, l’allestimento l’organizzazione complessa ci ha portati a pochissimi giorni dal Natale. La mostra ‘Natale con Chagall’ sarà ad ingresso gratuito, visitabile negli orari di apertura della Biblioteca e durante le aperture straordinarie in via di definizione. È curata dall’arch. Adolfo Carozzi ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione Cultura Viva e con Imago Art. Per questo grande evento è stato fondamentale il contributo economico degli sponsor che hanno coperto l’intero costo dell’iniziativa, che non grava quindi in alcuna misura sulle casse comunali. Ringrazio dunque per la sensibilità dimostrata la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e il suo Presidente Giovanni Quaglia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Asperia, Line, Telenergia, partecipata del Gruppo Egea, Amag Mobilità, Iren, Angolo Acuto, Studio Bp e P e lo studio legale Volpi e Rossini. Ringrazio inoltre la Fondazione Imago Art per la gentile concessione delle opere”.

A ripensare il ruolo dell’arte nell’attuale società e nel suo tessuto culturale italiano o meglio europeo – continua il sindaco – , si rischia di perdersi, né tantomeno è compito esclusivo di un Comune, ma celebrare, nello spettro del proprio campo d’azione e attraverso i mezzi a disposizione, un autore consacrato nella storia dell’arte — in questo caso codificata contemporanea — è un’operazione che non può che irrobustire lo spirito di eredità culturale che ognuno di noi ha il dovere, se non il piacere, di preservare. Con la mostra “ Natale con Chagall” e nello specifico con la mostra “Chagall. Oltre il paesaggio”, la Città di Alessandria desidera, nell’imminenza appunto del Natale, donare alla comunità tutta, non solo l’opportunità di ammirare alcune opere tematiche di uno dei pittori più sorprendenti ed originali della scena artistica mondiale del secolo scorso (già di per sé vera e propria età dell’oro dell’arte e della cultura, in quel cambiamento radicale e scioccante attuato dalle Avanguardie storiche, tutte attraversate, talvolta anticipate, ma al contempo già superate dal fare pittorico autonomo e irrepetibile di Marc Chagall), ma anche quella di offrire da subito una seconda occasione. Occasione di ospitalità colta, di accoglienza turistica: il richiamo di un pubblico non soltanto locale e limitrofo, l’intercettazione di spiriti curiosi che possano, nell’occasione di una visita all’esposizione, posare l’attenzione sulle nostre eccellenze alessandrine, che a buon diritto rientrano in un patrimonio non secondario, dove la cosiddetta provincialità deve perseguire il legittimo fine di peculiarità e risorsa da scoprire. Circostanza tra l’altro di squisita anticipazione del prossimo 850° di Fondazione della Città di Alessandria, per cui nel 2018 essa risplenderà di una rosa di manifestazioni particolarmente articolate. Proprio Chagall ci ha insegnato che “l’arte (mi) sembra essere soprattutto uno stato d’animo” ed è in effetti uno stato d’animo che si vuole avere l’ambizione di trasmettere: un contagio – attraverso il bello – con la presa di coscienza della preziosità della nostra storia e della nostra possibilità attraverso di essa. Proprio ancora Chagall ha reso all’arte il suo talento nutrito di quella volontà a procedere nella raffigurazione partendo dallo stadio del ricordo (il perenne nostalgico ricordo di Vitebsk e dell’infanzia) per arrivare, attraverso il sogno, al simbolo. Questa ci appare la lezione che dovremmo imparare. Questi ci appaiono la premessa e l’auspicio necessari all’idea di base per un percorso dedicato ad alcuni Grandi Maestri dell’arte che l’amministrazione intende elaborare, in occasione delle festività natalizie, a cominciare dalla presente mostra. Commuovono senza tramonto e coronano l’essenza di questo importante approccio al Natale con Chagall, i sentimenti di forte attaccamento alla tradizione e alla natura, la robusta spiritualità, il lirismo e l’intimismo fanciulleschi del poeta-pittore ebreo russo (naturalizzato francese), quello spirito di favola che ben oltre il paesaggio, se ben recepito e modulato, ci può condurre in maniera delicata e appropriata al giorno della Nascita“.

Il paesaggio dei tetti sotto la neve – spiega l’architetto Adolfo Francesco Carozzi, curatore della mostra – ha da sempre affascinato gli artisti inducendoli a rappresentazioni filtrate dalla propria sensibilità e sovente condizionate dalla propria cifra espressiva. Non ne sono rimasti esclusi storici protagonisti dell’arte antica come Pieter Bruegel il Vecchio. Nel famoso «Paesaggio invernale con pattinatori e trappole per uccelli» del 1566 dove il bianco della neve, che unifica i ripidi tetti con il terreno stesso, è così protagonista da occupare prepotentemente la tela. Numerosi altri artisti ne sono stati coinvolti nel corso dei secoli, fino ad arrivare agli Impressionisti, che spesso uniscono il loro interesse per il paesaggio prettamente naturale con quello per i centri abitati. È così che prima Pissarro con «La strada innevata» (1872) e poi Gauguin con «Paesaggio invernale» (1879) e quindi Monet con «Il Villaggio di Sandviken» (1895) fanno della neve una protagonista delle proprie tele. Non sempre rappresentata con lo stesso spirito emozionale, la bianca coltre sostiene Van Gogh nel ribadire il senso di isolamento e incomunicabilità proprio della sua condizione («Vecchio cimitero sotto la neve»); è complice in Munch nel riproporre la tragica atmosfera di un «urlo» nella notte («Notte bianca») o è artefice in Kandinskjj per infondere una sensazione di quiete e di serenità («Paesaggio invernale» del 1909). Naturalmente, come molti altri artisti, anche Chagall non ne è rimasto immune ed il coinvolgimento è stato come al solito totale e fantastico, nel suo mondo sempre in precario equilibrio tra il sogno e la realtà, sempre attraversato da figure volanti. Due, forse, i più ricordati dipinti sul tema: il primo, del 1914, «Sopra Vitebsk», suo paese natale, vede raffigurato un uomo in abiti scuri (forse ebreo, dato il lungo cappotto nero e la barba) che sorvola un paesaggio innevato e quasi incantato, forse un fermo immagine dei suoi ricordi di ebreo errante. Il secondo, «Villaggio russo», del 1929, invece, quello esposto in questa occasione, vede uno scorcio di un paese russo coperto di neve, mentre nel cielo plumbeo vola una slitta trainata da un cavallo. Se in qualche modo la proposta espositiva, allestita nei locali della storica Biblioteca Civica di Alessandria, doveva proporre un richiamo al periodo delle Feste Natalizie, indubbiamente quest’opera ne può soddisfare appieno l’esigenza. Il silenzio ovattato dello scorcio urbano e l’omogeneità cromatica, unicamente interrotta dalla rossa facciata della casa in primo piano, ben richiamano l’atmosfera di raccoglimento del periodo, mentre le lancette dell’orologio, visibili sulla torre campanaria dello sfondo, quasi invitano a soffermarsi sull’inevitabile trascorrere del tempo, mentre la staticità dell’immagine viene bruscamente interrotta dal passaggio improbabile, ma consueto nei dipinti di Chagall, di un animale volante, in questo caso accompagnato da una figura umana. Come sempre la composizione dell’Artista russo può essere ricondotta ad un racconto e come sempre ci lascia degli interrogativi: dove è diretta quella slitta? Forse anche qui affiora la sofferenza per il suo peregrinare. Anche la seconda opera esposta, «En route, l’âne rouge» (1978), richiama in qualche modo il periodo espositivo, ovvero quello natalizio. Infatti le tre persone che si spostano sul dorso dell’asino rosso si potrebbero ricondurre alla Sacra Famiglia, in un momento successivo alla Natività. Ma quello che più ci colpisce, a parte il colore rosso dell’asino, come al solito immaginato forse in un sogno, è che il paesaggio in cui è inserita questa «route» è un nuovo richiamo alla sua condizione di profugo che si allontana da quello che in questo caso sembra essere un villaggio, forse russo, non certo una grande città. Il messaggio è quello della fuga, di un allontanamento dagli affetti più cari: la sua campagna, con gli animali conosciuti da bambino; i personaggi, forse i suoi amici che lo osservano con preoccupazione; quel sole rosso al tramonto, che però non trasmette allegria sullo sky-line delle modeste case, dove forse i viandanti non torneranno più. Anche i giochi cromatici dei blu/viola non infondono un senso di speranza, ma piuttosto di sofferenza, quella intensa di un Artista costretto a vivere lontano dai suoi luoghi più cari. Se confrontiamo le date delle due opere, la prima del 1929 e la seconda del 1978, sebbene siano passati cinquant’anni e nonostante i successi ed i momenti positivi trascorsi, rimane nella pittura di Chagall una fondamentale tristezza, spesso mascherata o soffocata da azzardati giochi cromatici, che comunque quasi sempre traspare. Le immagini vengono dunque superate dal messaggio (a volte un vero e proprio racconto) che va al di là del contenuto visivo, come in questi casi, che va oltre il paesaggio. Anche l’installazione multimediale proposta si collega sia alla ricorrenza delle festività natalizie che al progetto più ampio dell’iniziativa, in quanto si pone all’inizio delle manifestazioni previste per celebrare gli 850 anni dalla nascita della città di Alessandria. Essa, infatti, offre una visione delle vetrate collocate all’Art Institute di Chicago nel 1977, realizzate da Chagall per commemorare il Bicentenario della nascita degli Stati Uniti d’America. Nel contempo l’effetto dirompente della vetrata che lascia apparire tre vedute della città offre al visitatore l’occasione per riflettere sul rapporto tra il dentro e il fuori (concetto spesso proposto da Chagall nelle numerose «finestre» inserite nei suoi dipinti), tra l’interno e l’esterno, tra il reale e il fantastico, tra ciò che si vede e ciò che c’è oltre il limite del visivamente percepito“.