Papa Francesco: “Camminare lungo i sentieri del tempo, sotto la materna protezione di Maria”

«Camminare lungo i sentieri del tempo, sotto la materna protezione di Maria», con un’attenzione particolare «per le persone più deboli e disagiate» come i migranti e con la rinascita di un forte spirito civico. Nel passaggio tra il vecchio e il nuovo anno Papa Francesco trae lezioni religiose ma anche civiche.

Grazie agli artigiani del bene comune – Il senso di gratitudine è «l’unica risposta degna del dono di Dio. Una gratitudine struggente che, partendo dalla contemplazione del Bambino avvolto in fasce e deposto nella mangiatoia, si estende a tutto e a tutti». Nel «Te Deum» di ringraziamento al Signore per il 2017 riconosce che «tutto il bene è dono di Dio» e che Cristo «ha dato pienezza al tempo del mondo e alla storia umana. Anche questo tempo del 2017, che Dio ci aveva donato integro e sano, noi umani l’abbiamo in tanti modi sciupato e ferito con opere di morte, menzogne e ingiustizie. Le guerre sono il segno flagrante di questo orgoglio recidivo e assurdo. Ma lo sono anche tutte le piccole e grandi offese alla vita, alla verità, alla fraternità, che causano molteplici forme di degrado umano, sociale e ambientale. Di tutto vogliamo e dobbiamo assumerci, davanti a Dio, ai fratelli e al creato, la nostra responsabilità. Esprimo riconoscenza per tutti gli artigiani del bene comune che amano la città non a parole ma con i fatti».

Una lezione di educazione civica – Contrariamente a molti politici arruffoni e sgangherati Bergoglio pensa «a tanta gente che vive con cuore aperto»; prova «simpatia e gratitudine per le persone che ogni giorno contribuiscono con piccoli ma preziosi gesti concreti al bene: cercano di compiere al meglio il loro dovere, si muovono nel traffico con criterio e prudenza, rispettano i luoghi pubblici, segnalano le cose che non vanno, stanno attenti alle persone anziane o in difficoltà. Questi e mille altri comportamenti esprimono l’amore per la città, senza discorsi né pubblicità ma con educazione civica praticata nel quotidiano, cooperano silenziosamente al bene comune»; esprime «stima per i genitori, gli insegnanti e gli educatori che cercano di formare i bambini e i ragazzi al senso civico, a un’etica della responsabilità educandoli a sentirsi parte, a prendersi cura, a interessarsi della realtà che li circonda. Queste persone, anche se non fanno notizia, sono la maggior parte della gente. E non pochi sono in strettezze economiche, eppure non si piangono addosso, né covano risentimenti e rancori ma si sforzano di fare ogni giorno la loro parte per migliorare le cose».

A Capodanno la Chiesa Maria Madre di Dio – Nel primo Angelus del 2018 il Pontefice evidenzia la funzione speciale della Madre di Dio: «Si pone tra suo Figlio Gesù e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze. Intercede, consapevole che in quanto madre può, anzi, deve far presente al Figlio i bisogni degli uomini». Ai «Migranti e rifugiati uomini e donne in cerca di pace» è dedicata la 51ª Giornata mondiale della pace. E domenica 14 gennaio 2018 la Chiesa celebra la 104ª Giornata sul tema «Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati». Con il cuore in mano «desidero, ancora una volta, farmi voce di questi nostri fratelli e sorelle che invocano un futuro di pace. Per questa pace, diritto di tutti, molti sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, ad affrontare fatiche e sofferenze».

La Vergine ci fa capire come va accolto Gesù – «Non superficialmente ma nel cuore. Ci indica il vero modo di ricevere il dono di Dio, conservarlo nel cuore e meditarlo. È un invito rivolto a ciascuno di noi a pregare contemplando e gustando questo dono che è Gesù. Grazie alla sua fede, maria è la prima discepola di Gesù e questo “dilata” la sua maternità: a Cana provoca il primo “segno” miracoloso; è presente ai piedi della croce e riceve come figlio l’apostolo Giovanni; dopo la risurrezione, diventa madre orante della Chiesa su cui scende lo Spirito Santo nella Pentecoste».

Pier Giuseppe Accornero