Papa Francesco: “Il bullismo viene da Satana”

«Tu sei grasso, tu sei straniero, tu sei nero. Il bullismo è opera di Satana, quanta malvagità a volte nei bambini. Cosa c’è dentro di noi che ci porta a disprezzare, maltrattare e farci beffa dei più deboli?».

Nella prima Messa del 2018 a Santa Marta, l’8 gennaio, Papa Francesco parla del bullismo che ha una chiara radice: Satana. «Forse gli psicologi daranno le loro spiegazioni di questa volontà di annientare l’altro perché è debole. Questa è opera di Satana: in lui non c’è compassione». Commentando le letture bibliche del giorno, osserva: anche nella Bibbia «ci sono tracce di odio che si trasforma in aggressione verbale e fisica. Mi domando: cosa c’è dentro queste persone? Si capisce che uno se la prenda con uno più forte: può essere l’invidia … Ma i più deboli? È una cosa abituale, come se avessi bisogno di disprezzare l’altro per sentirmi sicuro, come una necessità».

Racconta di Angiolina, malata di mente che girava tutto il giorno per le strade del suo quartiere a Buenos Aires: «Le donne le davano qualcosa da mangiare e qualche vestito ma i bambini la prendevano in giro e dicevano: “Andiamo a cercare la Angiolina per divertirci un po’”. Quanta malvagità prendersela con il più debole!».

Oggi il bullismo è in crescita: «Lo vediamo continuamente nelle scuole, aggredire il debole, perché tu sei grasso, tu sei straniero, tu sei nero. Questo significa che c’è qualcosa dentro di noi che ci porta ad aggredire il debole. Credo che questa sia una delle tracce del peccato originale. Come quando in noi nasce il desiderio di fare un gesto di carità diciamo “è lo Spirito Santo che mi ispira”, così quando ci accorgiamo che abbiamo dentro il desiderio di aggredire, non dubitiamo: c’è il Diavolo perché questa è opera del Diavolo». Invita a chiedere al Signore «la grazia della compassione che ci aiuta a camminare».

Non dissimile il discorso, il 5 gennaio 2018, a 400 congressisti dell’Associazione italiana maestri cattolici, che ebbe tra i fondatori nel 1944 l’alessandrino-torinese Carlo Carretto: «Sono convinto che è rotto il patto educativo tra scuola, famiglia e Stato. Bisogna ricostruirlo favorendo una nuova “complicità” solidale fra insegnanti e genitori, che non devono essere fronti contrapposti che si colpevolizzano a vicenda ma mettersi nei panni gli uni degli altri e capire le difficoltà reciproche».

Centrale è l’educazione alla cultura dell’incontro, facendo respirare ai ragazzi un’aria più pulita. Gli insegnanti «sono chiamati a stimolare negli alunni l’apertura all’altro come persona, come fratello e sorella da conoscere e rispettare, con la sua storia, pregi e difetti, ricchezze e limiti. La scommessa è formare ragazzi aperti e interessati alla realtà che li circonda, capaci di cura e di tenerezza – penso ai bulli! –, che siano liberi dal pregiudizio diffuso secondo il quale per valere bisogna essere competitivi, aggressivi, duri verso gli altri, specialmente verso chi è diverso, straniero o chi è visto come ostacolo alla propria affermazione». Questa purtroppo è l’aria che tira, che i nostri bambini respirano: «Il rimedio è fare in modo che possano respirare un’aria diversa, più sana, più umana».

Al Papa sta a cuore anche l’educazione a «un’ecologia integrale, a uno stile di cura per il Creato», non schizofrenico. Due esempi di schizofrenia: «Prendersi cura degli animali in estinzione ma ignorare gli anziani, difendere la foresta amazzonica ma trascurare i diritti dei lavoratori a un giusto salario».

Continuano i «Venerdì della misericordia» che hanno caratterizzato il Giubileo straordinario. Il 5 gennaio Francesco si reca tra i piccoli ricoverati all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù nella sede di Palidoro, sul litorale laziale, nato nel 1978 quando Paolo VI affidò all’ospedale vaticano la gestione della cessata attività della Pontificia Opera di assistenza di Palidoro: ora ci sono un pronto soccorso multi specialistico; 122 posti letto di cui 8 in rianimazione e 30 di reuroriabilitazione. Il presidio garantisce ogni 7.200 ricoveri ordinari, 10.500 ricoveri giornalieri, 260.000 prestazioni ambulatoriali, 21.200 accessi al pronto soccorso. Un settore di elevata specializzazione riguarda l’aritmologia, che si occupa della diagnosi e terapia delle aritmie cardiache e della sincope.

Nella festa del Battesimo di Gesù, 7 gennaio 2018, il Papa battezza 34 piccoli (18 femminucce e 16 bimbi). Dice ai genitori: «Voi avete portato i bambini al Battesimo perché ricevano la Trinità: è il primo passo per il compito che avete di trasmettere la fede. Ma non basta, abbiamo bisogno dello Spirito Santo». Raccomanda di trasmettere la fede «nel dialetto della famiglia, di mamma e papà, nonno e nonna: se a casa non si parla fra i genitori quella lingua dell’amore, la trasmissione non si potrà fare. Poi i catechisti svilupperanno questa prima trasmissione con idee e spiegazioni ma non dobbiamo dimenticare questa lingua dei bambini, che parlano come possono, ma è la lingua che piace tanto a Gesù».

Pier Giuseppe Acconero