Le Fondazioni bancarie: la “gratuità” che fa bene alla “collettività”

Quante volte visitando un museo, entrando in un teatro, sfogliando un volume o ammirando i restauri di una chiesa abbiamo notato il logo di una fondazione bancaria? Forse più spesso di quello che si può pensare! Questo perché le fondazioni di origine bancaria svolgono un grande servizio a favore del territorio e della comunità locale.

Ma andiamo con ordine! Le fondazioni bancarie nascono nel 1990 quando la legge Amato, riformando il sistema bancario italiano, aveva anche previsto la trasformazione delle Casse di risparmio e degli Istituti di Credito di diritto pubblico in società per azioni, assegnando i loro pacchetti azionari alle fondazioni bancarie. Con i dividendi ottenuti le fondazioni bancarie avrebbero potuto concedere erogazioni liberali a favore di enti non profit presenti sul loro territorio di operatività. Si andava così a separare l’attività creditizia della banca da quella filantropico-sociale delle fondazioni bancarie!

Come sono le fondazioni bancarie oggi? Secondo l’ultimo rapporto dell’ACRI (relativo al 2016) le 88 fondazioni bancarie presenti in Italia dispongono di un patrimonio complessivo di circa 39,6 miliardi di euro e nel 2016 hanno deliberato erogazioni per 1.030,7 milioni di euro.

Nel Nord Ovest sono presenti 17 fondazioni bancarie operanti in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria. Esse dispongono di un patrimonio di 18,2 miliardi di euro (il 45,9% di quello nazionale) e nel 2016 hanno deliberato erogazioni per 510,4 milioni (il 49,5% del totale nazionale).

A livello complessivo, i settori che hanno beneficiato in misura più rilevante delle erogazioni delle fondazioni bancarie sono: volontariato, filantropia e beneficenza con il 30% del totale; arte, attività e beni culturali con il 25,3%; ricerca scientifica e tecnologica con il 12,1%, seguito da sviluppo locale ed edilizia popolare locale con l’8,1%.

E in Piemonte? Nella nostra regione sono presenti 12 fondazioni, ossia la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Asti, Biella, Bra, Cuneo, Fossano, Saluzzo, Savigliano, Torino, Tortona, Vercelli e la Compagnia di San Paolo.

Secondo i dati dell’Osservatorio delle Fondazioni di Origine Bancaria del Piemonte, nel 2016 c’è stato un netto miglioramento delle erogazioni a favore del territorio, pari a circa 300 milioni di euro, in aumento del 29,2% rispetto al 2015.

Tra le diverse fondazioni che possono operare nella provincia di Alessandria, si segnala in particolare la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che nel 2016 ha destinato all’attività erogativa 2.932.405,43 euro, di cui 2.337.505,43 euro per progetti “propri” e 594.900 euro per progetti di soggetti ”terzi”. La fondazione ha così erogato euro 820.390,66 per il settore “volontariato, filantropia e beneficenza”, euro 747.317,00 per “arte, attività e beni culturali”, euro 587.217,05 per “sviluppo locale ed edilizia popolare”, euro 471.870,00 per “educazione, istruzione e formazione”, euro 164.324,72 per “salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa“, euro 66.200,00 per “ricerca scientifica e tecnologica”, euro 47.086,00 per “assistenza agli anziani” ed euro 28.000 per “protezione civile”.

Le erogazioni concesse possono così produrre importanti ricadute per il nostro territorio, i cui effetti sono concretamente visibili nelle diverse attività culturali, restauri, borse di studio, sostegno al welfare, formazione ecc., andando a occupare delle aree in cui né gli enti pubblici (per mancanza di risorse) né il mercato (perché economicamente non conveniente) avrebbero avuto interesse a operare. È proprio per questo motivo che la “gratuità”, rappresentata dalle erogazioni concesse dalle fondazioni bancarie agli enti non profit, favorisce lo sviluppo dei territori in cui le fondazioni bancarie stesse operano e quindi della loro “collettività” di riferimento.

F. Servat