Stefano Pasino ha le idee chiare: “Voglio riconquistare il titolo di campione regionale sia indoor che outdoor dato che nel 2017 non sono riuscito a difenderlo”

Stefano Pasino, atleta tortonese classe 1992, è tornato a casa. “Posso, con grande felicità, dire – dichiara l’atleta – che dal primo gennaio 2018, dopo 5 anni passati in forza all’Atletica Piemonte, sono tornato a “casa” nella Derthona Atletica, società in cui tutto è iniziato e nella quale sono cresciuto. Causa impegni lavorativi, saranno le mie ultime stagioni da atleta e avevo tanto piacere di concludere la mia carriera in questa società, cercando di riportare qualche bel risultato anche in provincia”.

Un ragazzo che ha l’atletica leggera nel sangue per tradizione famigliare. “Non saprei dire un’età precisa alla quale ho iniziato a praticare atletica leggera – ci racconta Pasino -. Mia mamma è stata atleta, allenatrice e presidente della società Derthona Atletica ed io, fin da piccolino ho sempre vissuto in questo ambiente del quale mi sono innamorato. Ho provato anche molti altri sport, ma l’atletica è sempre stata la mia preferita. Escluso il salto con l’asta, ho sempre praticato salto in alto, in lungo e triplo, per poi focalizzarmi principalmente sul salto in alto in quanto era la specialità in cui risultavo più competitivo e mi piaceva di più. Essere in pedana per me è come trovarmi a casa. Quindi la prima emozione che provo quando sono in gara è quella di stare bene, di essere nel posto giusto ma soprattutto di essere felice. Gareggiare, poi, mi da una carica pazzesca, sia quando esce il salto perfetto che quando sbagli. Sai di avere solo tre tentativi per superare ogni misura e se molli già dopo il primo errore allora sei finito. Fino all’ultimo salto non è mai finita! Poi c’è la gioia di quando ti esce una bella prestazione. Per quei ragazzi come me che saltano sui 2 metri, riuscire a superarli in gara è sempre qualcosa di speciale. 2 metri è come un muro sopra al quale puoi iniziare a dire “Ok, sto iniziando a saltare qualcosa di alto”. Ogni tanto c’è anche la delusione di non essere riuscito a dare il meglio di te. Lo sport, però, insegna anche a perdere, ed io mi ritengo fortunato nell’essere un atleta che anche quando tutto va male, riesce a trovare qualche aspetto positivo”.

La vita di un atleta ha molte gioie ma anche molte delusioni. “Escluso il 2017 – prosegue il giovane atleta tortonese -, bene o male, sono sempre riuscito a difendere il titolo regionale sia indoor che outdoor, ma sicuramente, il successo più grande, è stata la partecipazione ai Campionati Italiani Assoluti nel 2016. La gara di atletica più importante a livello italiano. Trovarsi al campo con gli atleti della nazionale, i più forti del tuo paese, quelli che solitamente vedi in TV confrontarsi a livelli pazzeschi alle grandi competizioni (europei, mondiali, olimpiadi) è qualcosa di bellissimo. Vedi un’atletica diversa. E poi condividere la pedana con Gianmarco Tamberi è qualcosa di veramente emozionante. Ho avuto un anno e mezzo un po’ complicato. Ho dovuto trovare un nuovo allenatore perché il coach che mi allenava a Tortona non riusciva più a seguirmi. Così per un periodo sono andato avanti un po’ da solo, un po’ con l’aiuto di mia mamma ma non siamo mai riusciti a creare il giusto rapporto atleta-allenatore madre. Finché non ho trovato in Valeria Musso (allenatrice di Marco Fassinotti e Stefano Sottile) una mano che mi ha aiutato pian pianino a risollevarmi. Sistemati i dettagli dell’allenamento e riuscendo a perdere qualche chilo in più, finalmente, sono riuscito a tornare a saltare alto. Quindi direi che più che delusione nella mia carriera ci sia stato semplicemente un periodo no, come può capitare a chiunque”.

Stefano ha le idee chiare per questa stagione. “Il primo obiettivo – conclude l’atleta – sarà riconquistare il titolo di campione regionale sia indoor che outdoor dato che nel 2017 non sono riuscito a difenderlo. Poi mi piacerebbe molto tornare a valicare i 2 metri ed avvicinarmi al mio record personale. Purtroppo nell’ultimo mese sto lottando contro una lieve pubaglia che mi ha tenuto fermo dagli allenamenti per un paio di settimane e continua a darmi molte noie. Però si cerca sempre di dare il massimo anche con qualche acciacco. Il mio sogno l’ho realizzato nel 2016 quando sono riuscito a qualificarmi per i campionati italiani assoluti di Rieti, entrando pure in finale. È stato il coronamento di una stagione splendida nella quale mi sono allenato totalmente da solo, curando tutta la mia preparazione in maniera autonoma e ciò mi ha dato una soddisfazione doppia. Oggi mi piacerebbe tanto riuscire a parteciparvi nuovamente, e mi piacerebbe molto riuscire a superare i 2.10m. Purtroppo causa lavoro ed impegni non riesco più ad allenarmi al meglio quindi sarà un po’ complicato ma mai dire mai”.

L.S.