Mons. Luigi Testore nuovo vescovo di Acqui Terme

«Ringrazio il Papa per la fiducia e spero di seguire i suoi insegnamenti» confida mons. Luigi Testore nominato da Papa Francesco, il 19 gennaio 2018, vescovo di Acqui Terme (Alessandria), «una piccola comunità con una storia molto antica: è una delle primissime diocesi, forse la prima del Piemonte. Oltre alla Cattedrale attuale, fondata nel 1067, ce n’è una più antica risalente ai primissimi secoli del Cristianesimo. Un luogo ricco di storia e tradizione in cui sono ben lieto di potermi inserire». Sessantaseienne, astigiano di nascita e di famiglia, cresciuto e ordinato nella Chiesa milanese, mons. Testore subentra al 75enne torinese di Carignano mons. Pier Giorgio Micchiardi. È il settimo vescovo, su 16, del Piemonte nominato da Francesco in cinque anni, il prossimo 13 marzo, di pontificato.

Nato a Costigliole d’Asti il 30 aprile 1952, con la famiglia si trasferisce a Saronno (Varese) nella parrocchia Santi Pietro e Paolo. Dopo la maturità scientifica, nel 1972 entra in Seminario a Milano, consegue il baccalaureato in Teologia ed è ordinato sacerdote l’11 giugno 1977 dal cardinale arcivescovo di Milano Giovanni Colombo.

Gli impegni pastorali sono molto vari, soprattutto nel campo amministrativo: docente di lingue nel Seminario di Seveso, segretario del cardinale arcivescovo  Carlo Maria Martini, vicedirettore e poi direttore dell’Ufficio amministrativo, economo diocesano, vicario episcopale, presidente della Caritas ambrosiana, parroco di San Marco in Milano, responsabile della Comunità pastorale «Beato Paolo VI» dal 2017.

Numerosi gli altri incarichi: amministratore della «Fondazione G.B. Guzzetti»; coordinatore della pastorale delle parrocchie San Bartolomeo, Santa Maria Incoronata, San Simpliciano e Santa Maria del Carmine a Milano; presidente del Consiglio d’amministrazione della G.S.C., Opera chiese e case povere, Opera preservazione e diffusione della fede, Fondazione Caritas ambrosiana, Fondazione Luigi Moneta; membro del Consiglio Presbiterale, Consiglio Affari economici, Consiglio episcopale, Fondazione Carlo Maria Martini.

Lo consacrerà vescovo in Sant’Ambrogio il 24 febbraio mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano che del nuovo pastore sulla cattedra di San Guido elogia «la raffinata educazione, l’apertura agli orizzonti mondiali, frutto delle sue abitudini familiari, delle sue competenze linguistiche, della sua vicinanza al cardinale Martini. Tutto induce a pensare che sia prete di città. La sua destinazione a vescovo “in provincia” significa una vocazione a radicarsi per aprire il territorio a più ampi orizzonti. Ho conosciuto e apprezzato don Luigi fin dal Seminario: ho trovato in lui qualità eccellenti di attenzione alle persone, cordialità e finezza, passione educativa, competenza amministrativa e gestionale. La sua disponibilità pronta e generosa per gli incarichi che gli sono stati affidati è un segno che sarà un buon vescovo di Acqui, città antica e gloriosa, di prestigio e di cultura dai tempi di Roma, diocesi antica e importante».

La diocesi di Acqui si estende in Piemonte e in Liguria; ha 88 Comuni nelle province di Alessandria, Asti, Cuneo (una), Savona, Genova (di Rossiglione è originario l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia): è la fotografia della necessità di rivedere i confini delle diocesi.

Durante il pontificato di Bergoglio ci sono stati sette avvicendamenti: Vercelli dal novarese Enrico Masseroni al torinese Marco Arnolfo (27 febbraio 2014); Cuneo e Fossano dall’astigiano Giuseppe Cavallotto al torinese Marco Arnolfo (9 ottobre 2015); Alba dal torinese Giacomo Lanzetti al torinese Marco Brunetti (2016-2017); Saluzzo dal cuneese Giuseppe Guerrini al vercellese Cristiano Bodo (17 dicembre 2016); Pinerolo dall’eporediese Piergiorgio Debernardi al fossanese Derio Olivero (7 luglio 2017); Casale Monferrato dal biellese Alceste Catella al biellese Gianni Sacchi (31 luglio 2017); Mondovì dal casalese Luciano Pacomio al lodigiano Egidio Miragoli (29 settembre 2017).

Pier Giuseppe Accornero