Le conclusioni del Consiglio permanente Cei

Sarà inserita nella terza edizione del Messale Romano la nuova versione del «Padre nostro» che la Cei ha modificato, ma non introdotto, dal 2008. E potrebbe partire – il condizionale è d’obbligo – con la prima domenica d’Avvento, 2 dicembre 2018. Lo ha annunciato mons. Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale italiana, a conclusione della sessione invernale (22-24 gennaio 2018) del Consiglio permanente Cei. In una trasmissione «Tv2000» sulla preghiera insegnata da Gesù, Papa Francesco disse: «Non è Dio a indurci in tentazione, ma Satana». Un controsenso – in italiano «Non indurci in tentazione» – sul quale Francia e Spagna sono intervenute. Aggiunse il Papa: «I francesi hanno cambiato il testo con una traduzione che dice “Non mi lasci cadere nella tentazione” perché sono io a cadere, non è Dio Padre che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto; un padre non fa questo, un padre aiuta il proprio figlio ad alzarsi subito». Galantino spiega: «Il Papa non ha ripreso i vescovi italiani» – come titolarono alcuni media – «semmai ha preso atto» di una modifica che la Cei ha promosso poiché la formula «non abbandonarmi alla tentazione» è presente «nella versione della Bibbia Cei del 2008. Il punto era se trasferire la traduzione nell’uso liturgico e i vescovi hanno deciso di rendere l’inclusione obbligatoria».

Duplice e unanime appello per il 4 marzo 2018 – «Agli elettori perché superino senza esitazione ogni tentazione di astensionismo; ai candidati perché avvertano la necessità di un cammino formativo e la responsabilità di mantenere per tutta la durata del mandato un rapporto con la base: sono condizioni essenziali per conoscere da vicino e affrontare i problemi della vita reale della gente» e per rilanciare quelle che il cardinale Gualtiero Bassetti considera «urgenze morale, spirituale e sociale». La maggiore apprensione dei vescovi è per quelli che il presidente definisce «partiti del rancore»

Sulla rotta del Mare Nostrum – È la grossa novità.«Consenso unanime e convinto alla proposta del presidente Bassetti di promuovere come Cei un’iniziativa delle Chiese per contribuire alla pace nel Mediterraneo»: un incontro di riflessione e spiritualità per la pace coinvolgendo i vescovi cattolici di rito latino e orientale dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo «per far incontrare culture e popoli e per stimolare l’Europa». Da diversi anni l’area è al centro di profonde crisi: instabilità politica, precarietà economica, tensioni religiose dal Medio Oriente alle coste africane, dai Balcani alla Spagna. «La Cei intende favorire la conoscenza diretta delle situazioni, la difesa delle comunità cristiane perseguitate, la promozione della pace e la tutela della dignità umana». L’incontro intende collocarsi nel solco della visione «profetotica» di Giorgio La Pira che definiva il Mediterraneo una sorta di «grande lago di Tiberiade, mare che accomuna la triplice famiglia di Abramo» (ebrei, cristiani, musulmani).

Lavoro degno, priorità assoluta per il Paese – La 48ª Settimana sociale di Cagliari

«Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale» (26-29 ottobre 2017) suscita molteplici aspettative e avanza alcune proposte operative. La Cei potenzierà in tutte le diocesi la pastorale sociale «mezzo e fonte di evangelizzazione», in raccordo con la Commissione del laicato, la Pastorale giovanile, la Caritas; rilancerà i «Progetti Policoro e Cercatori di LavOro» e tra i fondatori del primo c’è il prete torinese don Mario Operti; coordinerà la presenza dei cattolici in politica «per dare risposte comuni ai problemi vitali».

Unità d’intenti e d’azione per il dopo-sisma – La segreteria Cei ha intensamente dialogato con le istituzioni per promuovere l’unità di intenti e di azione tra le diocesi. Dice il comunicato finale: «La stretta sintonia con il commissario straordinario per la ricostruzione e il Ministero dei beni culturali ha portato alla firma di un protocollo d’intesa e all’istituzione di una Consulta e di un Tavolo di lavoro tecnico. Alle diocesi è riconosciuta la possibilità di porsi come “enti attuatori” su chiese ed edifici di culto di interesse storico-artistico: le nuove regole possano favorire la riapertura celere delle chiese assicurando la restituzione di luoghi di culto e incontro».

Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) – I vescovi giudicano «ideologica e controversa» la legge sul consenso informato (Dat), specie nel suo definire come «terapia sanitaria» l’idratazione e la nutrizione artificiale e nel non prevedere l’obiezione di coscienza da parte del medico. «Nel riaffermare la centralità dell’alleanza tra medico e paziente, il Consiglio permanente ribadisce l’impegno della Chiesa nel servizio alla vita e nella prossimità alla persona esposta alla massima fragilità».

Cambiano le modalità del Consiglio permanente – Numerose le decisioni assunte. Due assemblee generali nel 2018, ordinaria il 21-24 maggio e straordinaria il 12-14 novembre durante la quale sarà approvata la terza edizione del Messale Romano e si deciderà l’«introduzione della nuova traduzione del Padre nostro». Per «procedere in maniera più sinodale e valorizzare i diversi interventi, spesso espressione del lavoro delle Conferenze episcopali regionali» il Consiglio permanente seguirà un nuovo schema: introduzione a porte chiuse del presidente sull’attualità ecclesiale e sociale con il dibattito; conclusione aperta ai media per «restituire» la ricchezza maturata; comunicato finale che raccoglie le decisioni e che viene presentato alla stampa. Si farà la certificazione dell’idoneità diocesana degli insegnanti di religione, in vista del concorso nazionale 2018 su base regionale. Sarà aggiornato il decreto Cei del 1999 per la protezione dei dati personali in vista del nuovo regolamento Ue che verrà applicato dal 25 maggio 2018. Convegno del Consiglio delle Conferenze episcopali Ue (Comece) «(Ri)pensare l’Europa. Un contributo cristiano per il futuro dell’Europa».

Pier Giuseppe Acconero