Anno 2018: novità per andare in pensione

Nel 2018 sono aumentati i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia delle donne del settore privato e delle autonome in quanto sono richiesti 66 anni e 7 mesi. Questo aumento è dovuto al percorso di equiparazione dei requisiti tra uomini e donne iniziato nel 2010 e che si conclude ora. Facciamo insieme il punto per analizzare in particolare la pensione anticipata e quella di vecchiaia, soffermandoci con attenzione sulla categoria dei “lavoratori precoci” per i quali c’è un fondo stanziato e una scadenza precisa per la domanda.

La pensione anticipata è legata al raggiungimento di una anzianità contributiva e le regole per questa pensione per il prossimo anno corrispondono a quelle previste per il 2017: i requisiti rimangono gli stessi. C’è la novità dei lavoratori precoci che sono quei lavoratori che all’età di 19 anni già avevano maturato almeno 12 mesi di contributi e si trovano in determinate condizioni. La pensione anticipata dunque nel 2018 si può ottenere se si possono far valere:

  • DONNE: 41 anni e 10 mesi di contributi (2176 settimane)
  • UOMINI: 42 anni e 10 mesi di contributi (2228 settimane)
  • PRECOCI (sia donne che uomini) in particolari condizioni: 41 anni di contributi (2132 settimane). Attenzione: la pensione anticipata precoci è riconosciuta nei limiti dei Fondi annualmente stanziati e gli interessati debbono inoltrare domanda di certificazione dei requisiti per l’accesso al beneficio entro il 1 marzo 2018.

La pensione di vecchiaia è, invece, legata al raggiungimento dell’età pensionabile e sarà di 66 anni e 7 mesi uguale sia per le donne che per gli uomini e uguale per i lavoratori dipendenti, per quelli pubblici e anche per i lavoratori autonomi. Nel 2018 i requisiti per avere liquidata la pensione di vecchiaia sono:

  • Pensione di vecchiaia in presenza di contribuzione precedente al 1 gennaio 1996 (anche un solo contributo): 66 anni e 7 mesi di età e almeno 20 anni di contribuzione.
  • Pensione di vecchiaia in presenza di contribuzione solo successiva al 31 dicembre 1995 e per chi matura i requisiti della Gestione Separata: 66 anni e 7 mesi di età, almeno 20 anni di contribuzione e importo pensione non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (679,50 euro mensili).
  • Pensione di vecchiaia anticipata: 63 anni e 7 mesi di età, almeno 20 anni di contribuzione e importo non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale (1.268,40 euro mensili).
  • Pensione di vecchiaia contributiva: 70 anni e 7 mesi di età e almeno 5 anni di contribuzione.

Quelle che abbiamo descritto sono solo le principali possibilità di pensionamento del 2018, ne esistono certamente altre in quanto le prestazioni pensionistiche sono molte. Ci sono ad esempio le pensioni di vecchiaia e anticipate in regime di cumulo, le pensioni di vecchiaia e di anzianità in totalizzazione, le pensioni di vecchiaia supplementare, le pensioni in salvaguardia, le pensioni dei lavoratori addetti a mansioni usuranti. Esistono l’istituto dell’APe sociale e quello dell’APe volontario che sono stati introdotti per la prima volta nel 2017 e ci sono le prestazioni pensionistiche legate alla tutela dell’invalidità.

Per individuare le possibilità di pensionamento utile o il trattamento previdenziale più favorevole in ogni singolo caso è opportuno studiare attentamente la posizione contributiva di ogni singolo lavoratore insieme a un esperto.

Ufficio Comunicazione ACLI Alessandria