W la squola

Tempo fa scrissi su un’altra testata alessandrina un articolo in cui me la prendevo, bonariamente, con quelli che scherzosamente definivo “amontisti”, altrimenti detti “benaltristi”, vale a dire con coloro che ritengono che le colpe e le responsabilità per un determinato fatto o una data situazione siano sempre e comunque “a monte” e “di altri”.

Devo dire che ultimamente, vedendo come continua ad andare il mondo, mi sto, almeno parzialmente, ricredendo.

Per fare un piccolo esempio riporto una notiziola di qualche giorno fa: una maestra che fino a qualche tempo addietro aveva insegnato italiano in una elementare del Nord Italia (ma poteva succedere ovunque) ha visto giustamente rigettato il proprio ricorso contro il licenziamento, decretato tempo prima dalle competenti autorità in quanto l’insegnante in questione, almeno a quanto si legge, era inadatta alla professione per macroscopiche carenze “culturali” (per intenderci, i media parlano di “scuola” scritta con la q, di doppie dimenticate quando necessarie o al contrario inserite ad abundantiam  e altre amenità del genere).

Ora, se le mancanze sono effettivamente quelle, il licenziamento temo ci stia tutto, però… però a questo punto la domanda che qualcuno si dovrebbe forse porre è la seguente: ma quella maestra, chi ce l’ha messa lì?

Voglio dire, per insegnare ci vuole comunque almeno un diploma (da qualche anno a questa parte anche una laurea), poi bisogna superare dei corsi abilitanti e, se non erro, un pubblico concorso.

Il fatto che l’insegnante in questione abbia tranquillamente superato tutti questi step portandosi dietro le sue enormi carenze, temo ci legittimi a pensare che esistano altrettante carenze ad altri, superiori livelli, magari non solo nel settore dell’istruzione ma pure in altri ambiti nevralgici della pubblica amministrazione, quanto meno a livello di controllo.

E ciò è alquanto deleterio, anche perché contribuisce ad alimentare ulteriormente una già elevata sfiducia “di fondo” nelle istituzioni che effettivamente, accanto a ottimi esempi a livello umano e culturale in tutti i campi, compreso quello dell’insegnamento di cui stiamo parlando ora, spesso ce ne danno altri di veramente pessimi.

Penso che per poter seriamente pensare di rilanciare il “sistema Paese” anche a queste mancanze bisognerebbe porre finalmente rimedio il prima possibile.

Gian Luca Lamborizio