Pubblicità

Assistenti sociali in sanità: la Regione Piemonte chiede alle Aziende sanitarie di istituire Servizi dedicati⁩

Un indirizzo di programmazione rivolto dalla Regione Piemonte alle Aziende sanitarie affinché ciascuna istituisca un Servizio sociale professionale aziendale guidato da un dirigente assistente sociale, nel quale inserire tutti i professionisti assistenti sociali in servizio.

La figura professionale dell’assistente sociale in sanità è prevista sin dalla riforma ospedaliera di cinquant’anni fa e dal 1993 è istituito l’Albo nazionale, con la definizione dei requisiti per l’esercizio professionale: in Piemonte l’Ordine regionale assistenti sociali conta su 2.400 iscritti ed è stato guidato negli ultimi quattro anni da Barbara Rosina che ha appena concluso il suo mandato.

«Abbiamo atteso con trepidazione – afferma Barbara Rosina –  che la Regione approvasse questa delibera di indirizzo per lo svolgimento delle funzioni sociali e l’organizzazione del Servizio Sociale aziendale all’interno delle Aziende Sanitarie, risultato della collaborazione tra l’Assessorato alla Sanità, l’Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte e la rete regionale dei Servizi Sociali della Sanità piemontese. Si tratta di un importante passo in avanti e rappresenta una prova tangibile del riconoscimento da parte della Regione nei confronti della nostra professione. Il percorso intrapreso con l’assessorato regionale alla sanità testimonia l’importanza non solo di monitorare l’iter legislativo, ma anche l’essenziale contributo della professione. Occorre guardare alla salute con attenzione ai determinanti sociali che incidono sul benessere individuale e collettivo, affiancare agli interventi medico sanitari gli interventi sociali di accompagnamento delle persone affette da patologie e delle loro famiglie nei percorsi di cura, riabilitazione, riconoscendo l’importanza delle reti del territorio e dell’ambiente sociale”.

L’assistente sociale della sanità opera nei servizi pubblici, privati e accreditati del servizio sanitario, con particolare riferimento a quelli per la salute mentale, le dipendenze e le patologie correlate, la tutela e protezione della donna, del bambino e dell’adolescente, degli stranieri, per la senescenza, la disabilità e la riabilitazione negli adulti, per la continuità assistenziale delle cure. Inoltre, opera nelle commissioni della medicina legale e nelle diverse unità di valutazione multidimensionali, negli uffici tutele, negli ospedali e in tutte le situazioni di fragilità o a rischio di esclusione sociale ed emarginazione.

Come sottolinea l’assessore regionale alla sanità, si tratta di figure professionali indispensabili nel raccordo sempre più stretto tra sanità e politiche sociali, nella costruzione del welfare per la popolazione del Piemonte .

Gli assistenti sociali della sanità piemontese (dato del 2016) sono 226: un numero ancora non sufficiente e che andrà implementato, alla luce del continuo aumento della domanda di assistenza sanitaria e sociosanitaria e delle situazioni di vulnerabilità.

Pubblicità