AIDO ricevuta dal Vescovo di Casale Monferrato

Il Gruppo Comunale AIDO di Casale Monferrato è il più grande per estensione, ben 45 Comuni e conta quasi 1.500 iscritti sui 12 mila della provincia di Alessandria.

Sono questi i numeri che la presidente provinciale di AIDO, Nadia Biancato, ha presentato questa mattina a S.E. Mons. Gianni Sacchi che ha ricevuto la delegazione dell’associazione per la donazione di organi, tessuti e cellule.

Ad accompagnare la presidente c’era Graziella Villata, vice presidente di AVO e volontaria AIDO, ma anche il vice presidente provinciale Gianni Cibabene che ha voluto omaggiare Mons. Sacchi di un suo quadro, ispirato alle montagne biellesi davvero molto apprezzato.

Durante l’incontro si è fatto il punto sulla crescita costante di AIDO in provincia, ma soprattutto nel casalese, dell’azione di sensibilizzazione alla cultura del dono, portata anche nelle scuole cittadine.

La Chiesa da sempre manifesta il suo sostegno alla donazione degli organi (il papa emerito Benedetto XVI è iscritto AIDO) perché la promessa di nuova vita è il fondamento di ogni dichiarazione di volontà alla donazione organi post mortem. E anche la Chiesa locale contribuisce a diffondere i valori che da 45 anni in Italia e da 39 in provincia di Alessandria AIDO promuove: il Duomo di Sant’Evasio ospiterà nel 2018 un grande concerto di sensibilizzazione ad un gesto pieno di vita quale la donazione degli organi. La realtà di AIDO è unica in Europa, per questo nel 1986 l’associazione è stata insignita della Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica. Il ruolo di AIDO è fondamentale nel dare risposte agli oltre 9 mila italiani (di cui mille piemontesi) in attesa di un trapianto d’organo. Nel corso dell’incontro non poteva mancare un confronto sull’argomento di attualità: l’embrione uomo-pecora per risolvere la carenza di organi da trapiantare. In merito la presidente AIDO è categorica: “ La scienza cerca di dare risposte che possano salvare vite umane: l’indifferenza della popolazione verso la donazione organi crea questi scioccanti risultati. Oggi solo il 3% degli italiani, ma non va meglio altrove, ha fatto la scelta responsabile di dichiarare la propria volontà alla donazione degli organi post mortem. La sensibilità sta crescendo, soprattutto nei giovani e negli anziani, ma c’è molto da recuperare. In Italia abbiamo un’ottima legge che regola la donazione, il prelievo e il trapianto, ma la maggior parte dei cittadini è indifferente alle esigenze di trapianto di tante persone in lista d’attesa, che rappresentano anche un costo importante a carico della Sanità Pubblica. Una migliore informazione, maggiore responsabilità da parte di tutti potrebbero invece ridare gioia di vita a tutti coloro che attendono un organo. Ecco perché i volontari AIDO sono impegnati quotidianamente nella sensibilizzazione di tutti, perché la donazione non ha età”.