Start up innovative: la ricerca come strumento per la crescita economica

Le “start up innovative” sono società di capitali di nuova costituzione o costituite da meno di 5 anni chehanno sede principale in Italia o in altro Paese dell’Unione Europea, ma con una sede produttiva o una filiale italiana. Esse hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Sono infine caratterizzate da un valore della produzione annuo inferiore a 5 milioni di euro e non hanno distribuito utili.

Il contenuto innovativo è un requisito essenziale che contraddistingue questa tipologia di  impresa. La start up innovativa, infatti, deve possedere almeno uno tra i seguenti criteri: 1. almeno il 15% di spese in ricerca e sviluppo (calcolate sul maggiore tra il fatturato e i costi annui); 2. forza lavoro complessiva costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale; 3. l’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto oppure di un programma per elaboratore originario registrato.

Lo status di “start up innovativa” consente di usufruire di una serie di vantaggi, tra cui alcune semplificazioni operative, minori oneri per le operazioni con il registro delle imprese, norme societarie più flessibili, una disciplina del lavoro “tagliata su misura” e la possibilità di accesso alle piattaforme di equity crowdfounding.

I dati del registro delle imprese evidenziano come in Italia siano presenti 8.456 start up innovative, di cui 468 in Piemonte. Di queste, 304 rispettano il primo requisito relativo alle spese di ricerca e sviluppo, 137 il secondo sulla percentuale di forza lavoro e 73 il terzo sulla titolarità di un brevetto, mentre 6 presentano contemporaneamente tutti e tre i requisiti.

Quanto alle tematiche di genere, delle 468 start up innovative piemontesi, 17 si caratterizzano per l’esclusiva presenza femminile, 30 per una forte partecipazione delle donne e 13 per una loro presenza maggioritaria.

Altro elemento caratterizzante è il coinvolgimento dei giovani nelle start up innovative piemontesi. I dati rilevano, infatti, come 49 imprese abbiano un’esclusiva presenza di giovani, 53 una forte partecipazione e in 24 start up la loro presenza sia maggioritaria.

Quanto all’occupazione, i dati del registro delle imprese mostrano come 154 start up innovative abbiano fino a 4 addetti, 25 impieghino da 5 a 9 persone, 6 abbiano da 10 a 19 dipendenti, 2 dispongano da 20 a 49 addetti e, infine, 2 si caratterizzino per la presenza da 50 a 249 lavoratori.

E per quanto riguarda la provincia di Alessandria? Nella provincia di Alessandria sono presenti 21 start up innovative, di cui 12 operanti nel settore dei servizi, 8 nell’industria e artigianato e una in ambito agricolo.

Quanto al possesso dei requisiti, 16 investono almeno il 15% in ricerca sviluppo, una rispetta il requisito della presenza di dottori di ricerca o laureati magistrali e 6 dispongono di un brevetto.

4 start up (ossia il 19%) si caratterizzano per l’esclusiva o forte presenza femminile e 4 per la partecipazione di giovani, mentre per quanto riguarda il patrimonio si segnala come 5 di esse dispongano di un capitale sociale pari ad almeno 50.000 euro, di cui 3 nella fascia 100.000 – 250.000 euro e una nel range 250.000 – 500.000 euro.

Dal momento che questo tipo di impresa si occupa di innovazione e ricerca, offrendo al contempo concrete opportunità lavorative soprattutto per figure di più elevato profilo, le start up innovative potrebbero davvero costituire uno strumento per favorire la crescita economica.