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Marcolini, Gattuso e il golf: analisi sulla rinascita grigia.

La stagione 2017/18 dell’Alessandria Calcio è iniziata nel modo più grigio possibile. Quello che dovrebbe essere l’unico colore per cui un vero tifoso alessandrino si emoziona, sembrava ormai essere una triste condizione emotiva. Sei sconfitte, sei pareggi e due sole vittorie in campionato hanno mantenuto la tristezza nell’ambiente nata già dalla sessione di calciomercato estiva in cui i pezzi pregiati hanno fatto le valige per scalare la categoria. Un condanna immeritata.

Un’analisi corretta, innanzitutto, deve premettere un cambio di marcia dal punto di vista della preparazione atletica imposta da Cristian Stellini che, a differenza dei predecessori, ha imposto in estate un carico muscolare di assoluto rilievo a cui molti giocatori hanno reagito prima in modo perplesso, poi contrario. Infatti, come si dice nell’ambiente calcistico, quando una rosa non accetta l’allenatore decide di non correre e prima di ogni aspettativa arriva l’esonero. E così è stato per Stellini: il colmo per un allenatore concentrato sull’aspetto atletico.

A risollevare le sorti di un’Alessandria depressa e poco vincente, il saggio Marcolini. Un uomo di calcio, riflessivo e sempre lucido. Paragona il campionato dei grigi ad una gara di golf, sua personale passione, a cui ogni buca corrisponde una partita. ”Il campo è lungo 7 km, siamo solo alle prime buche” ha dichiarato evidentemente senza considerare che le sue 11 vittorie in 16 partite, quasi equivalgono numericamente alle sconfitte e ai pareggi di Stellini (12 in 14 partite). Evidentemente è molto umile e chi lo conosce non ne è stupito: alle suddette caratteristiche va aggiunta la forte dedizione al lavoro che, evidentemente, ha travolto le menti della rosa Alessandrina.

Sarebbe esagerato paragonarlo a Gattuso? Probabilmente no. Pur se l’allenatore rossonero ha prelevato il Milan in una situazione disastrosa dal punto di vista sportivo e non, ha la possibilità di allenare giocatori di assoluto livello tanto da poter considerare la rosa rossonera, in base a qualità individuali e completezza, terza o quarta in Serie A. Marcolini si è messo al timone dell’Alessandria in un momento pessimo dal punto di vista sportivo ma non dal punto di vista societario, pertanto forse è partito avvantaggiato nei confronti del collega calabrese. Nessuno però può omettere il dato che più scalda i cuori grigi: Michele Marcolini ha riportato l’Alessandria dalla penultima alla quinta posizione. Eppure i play-off non sono ancora scontati, le inseguitrici sono molte e l’unico modo per raggiungere l’obbiettivo è continuare su questa strada.

Ma con un top player in panchina di che bisogna preoccuparsi?

Pietro Cartolano

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