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E ora che succede?

Non a caso, a spoglio ancora in corso, molte testate nazionali stanno già titolando i loro articoli dedicati alle elezioni con un chiarissimo “E ora che succede?” e la tendenza pare seguita anche da quelle estere.

Al di là del dato di fatto ormai assodato del primato dei 5 Stelle come movimento, con un trionfo nelle regioni del Sud, e della vittoria del Centro Destra a livello di coalizione, e salvo “sorprese” (che sarebbe forse più giusto chiamare aggiustamenti) dell’ultima ora, è infatti assodato che nessuno è riuscito a raggiungere la fatidica soglia del 40 per cento, che il Rosatellum ha fissato per il premio di maggioranza.

Addirittura, qualcuno sta già parlando di un governo “di scopo” per traghettare il Paese verso una nuova legge elettorale e successive, nuove elezioni.

Il solo pensarci mi pare allucinante, dopo che si sono persi anni per giungere alla attuale normativa che, a parole, avrebbe dovuto garantire appunto la governabilità del Paese e che in realtà ha già dimostrato tutti i suoi limiti, anche in fatto di enorme macchinosità e poca chiarezza, ma l’eventualità non è purtroppo da escludere.

Indubbiamente, il compito che attende il Presidente Mattarella per scongiurare questo scenario e formare un nuovo governo il più stabile possibile (cosa di cui il Paese ha un bisogno enorme) sarà molto arduo.

Tant’è… consoliamoci con i dati di affluenza alle urne, che sono tutto sommato incoraggianti e dimostrano che i cittadini per fortuna non si sono ancora completamente disaffezionati alla politica, nonostante tutto, e… stiamo a vedere.

Gian Luca Lamborizio

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