Premio a ChemICare per la ricerca di nuovi farmaci

ChemICare, start up dell’incubatore d’impresa Enne3 dell’Università del Piemonte Orientale, ha partecipato alla Italian Patent Competition, concorso di idee innovative che ha visto confrontarsi oltre 70 progetti basati su brevetti italiani sviluppati in ambito di Life Science e Digital. Il brevetto di ChemICare – Modulators of Soce and use thereof, che mira alla formulazione di nuovi composti per il trattamento di malattie rare, basati sulla modulazione del meccanismo SOCE (Store Operated Calcium Entry) – è arrivato secondo assoluto ed è stato segnalato con una menzione speciale.

Italian Patent Competition è un contest promosso da Innogest, società di Venture Capital che investe in società innovative nel settore digitale e biomedicale, in collaborazione con Deloitte e con Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero per lo Sviluppo Economico.

ChemICare è una start up a conduzione interamente femminile: è infatti coordinata da Tracey Pirali, professoressa di Chimica farmaceutica, e dalla ricercatrice Beatrice Riva, entrambe componenti del Dipartimento di Scienze del farmaco dell’UPO; al loro fianco lavora nel campo della ricerca anche Celia Cordero Sanchez. Nata nel 2016 con l’obbiettivo di sviluppare un farmaco orfano per alcune malattie genetiche rare, ChemICare ha già ricevuto importanti riconoscimenti, soprattutto nell’ambito del Premio Nazionale Innovazione e del BioinItaly — Startup Initiative promosso da Intesa San Paolo.

Le patologie di cui si interessa ChemICare comprendono la miopatia ad aggregati tubulari (TAM), la sindrome piastrinica di York e la sindrome di Stormorken. «Sono malattie – spiega la professoressa Pirali – con una prevalenza bassa che colpiscono in età infantile, sono degenerative e debilitanti. Il nostro obiettivo è sviluppare un trattamento che possa migliorare la qualità dei pazienti che ne soffrono, sviluppando una classe di molecole che agiscono su un meccanismo di regolazione del calcio nella cellula. Dopo aver dimostrato che questi composti hanno efficacia in biopsie di pazienti affetti da TAM, stiamo per validare i nostri risultati anche in un modello animale transgenico. Dal momento che questo meccanismo di regolazione del calcio è alterato anche in altre patologie, non è da escludere che ci possa essere un risvolto terapeutico a più ampio respiro».

ChemICare, grazie a questi presupposti, sta intessendo contatti con aziende farmaceutiche di rilevanza nazionale e internazionale per creare una partnership industriale che faciliti la realizzazione concreta di farmaci utilizzabili da chi è affetto da queste patologie rare.