A Torino il tavolo per la trasparenza sul nucleare in Piemonte

Fare il punto sull’avanzamento delle attività di disattivazione degli impianti nucleari piemontesi di Trino, Saluggia e Bosco Marengo e sulle altre problematiche relative al nucleare in regione. È stato questo l’obiettivo del “Tavolo della trasparenza sul nucleare in Piemonte”, tenutosi il 7 marzo a Torino nella sede dell’Assessorato regionale all’Ambiente.

All’incontro hanno preso parte, fra gli altri, i rappresentanti delle prefetture di Asti e Vercelli, l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia, la presidente della V Commissione in Consiglio Regionale del Piemonte, Silvana Accossato, il consigliere regionale Giovanni Corgnati, il responsabile della direzione Ambiente regionale, Roberto Ronco, il direttore generale di Arpa Piemonte, Angelo Robotto, il rappresentante di Ispra Lamberto Matteocci, i rappresentanti della Sogin (società di gestione degli impianti nucleari), i sindaci dei territori interessati e diversi membri di associazioni per la tutela dell’ambiente.

In questo ventiduesimo tavoloha introdotto così i lavori l’assessore Valmaggia –  presentiamo gli aggiornamenti rispetto a quanto detto il 26 gennaio 2017. Gli argomenti al centro del dibattito sono il trasporto del combustibile irraggiato in Francia, la situazione degli impianti sul nostro territorio, la novità costituita dall’istituzione dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza del nucleare (Isin), in attesa della sua piena operatività, e le evoluzioni a livello governativo in merito all’iter per il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”. L’assessore ha poi sottolineato l’importanza dei controlli effettuati da Arpa nelle aree circostanti i siti, dal momento che la vetustà degli impianti impone di tenere alta l’attenzione sulle strutture.

Nella centrale di Trino, Sogin ha confermato che “non realizzerà nuovi depositi temporanei ma adeguerà quelli esistenti. Al riguardo, sono in corso le operazioni di trasferimento nel locale ‘test tank’ – opportunamente ristrutturato per lo stoccaggio temporaneo di rifiuti radioattivi –  di 300 overpack, manufatti prodotti dalla supercompattazione di oltre 1.300 fusti di rifiuti radioattivi, per una riduzione complessiva del 50% del loro volume. Ciò consentirà di liberare il primo dei due depositi temporanei per i lavori di adeguamento della struttura”.

Sempre in relazione a Trino, i delegati di Sogin hanno sostenuto di aver “concluso anche il Piano Operativo della prima fase dei lavori che porteranno allo smantellamento del reattore, l’attività più complessa nel programma di decommissioning di una centrale nucleare. In questo contesto, sono state già lanciate le gare per adeguare e ripristinare gli impianti necessari per svolgere le operazioni.  È stata avviata la progettazione per lo smantellamento parziale dell’edificio turbine che porterà a ridurne l’altezza dagli attuali 25 metri a 8 metri”.

Per quanto concerne l’impianto Eurex di Saluggia, La società di gestione degli impianti nucleari assicura che “prosegue il programma di trattamento e caratterizzazione dei rifiuti radioattivi solidi provenienti dal dismesso impianto IFEC. In particolare, sono state decontaminate e sezionate, in vista del successivo trattamento, circa 35 tonnellate del gruppo di rifiuti chiamati ‘anomali’ per le elevate dimensioni. Nel nuovo deposito temporaneo D2, prossimo all’entrata in esercizio, si stanno invece installando le basi d’appoggio e le gabbie antiribaltamento per la sistemazione dei rifiuti radioattivi, attualmente stoccati nell’edificio 2300”.

Per quanto riguarda la costruzione del complesso Cemex, i delegati della società Sogin hanno informato che “il 13 settembre scorso ha risolto per grave inadempimento il contratto con il mandatario. Dopo circa due anni dalla consegna delle aree l’avanzamento dei lavori è stato infatti pari a circa il 9 per cento dell’importo totale contrattualizzato”. Al riguardo, i rappresentanti di Sogin hanno ribadito “l’impegno da un lato nel garantire la conservazione delle opere realizzate e dall’altro nell’accelerare, compatibilmente con le norme vigenti, la ripresa dei lavori, prospettando il lancio della nuova gara per la sua costruzione nel primo semestre del 2019. Stando a questa tabella di marcia il completamento dei lavori dovrebbe avvenire nel primo semestre del 2023“.

Secondo quanto affermato dai rappresentanti della Società di gestione degli impianti nucleari, “Bosco Marengo sarà il primo impianto nucleare italiano nel quale terminerà il decommissioning. Si prevede infatti il raggiungimento del cosiddetto ‘brown field’ nel 2018. Per raggiungere questo obiettivo si sta completando il programma di supercompattazione, con conseguente riduzione di volume, dei fusti radioattivi presenti nel sito”.

Il direttore generale di Arpa Piemonte, Angelo Robotto ha sottolineato l’importanza dell’Agenzia nel monitoraggio radiologico dei siti nucleari piemontesi. “A fronte di un numero di campioni che negli ultimi anni si è mantenuto nel complesso costante – ha sottolineato Robotto –   si osserva un incremento significativo del numero di analisi eseguite, con particolare riguardo alle analisi radiochimiche”. In particolare a Bosco Marengo è stata effettuata un’indagine straordinaria sull’acqua di falda superficiale campionata dai pozzi predisposti nell’area interessata dal rinvenimento di rifiuti interrati. Ad ogni modo i valori rilevati nei vari siti nel 2017, in generale, si mantengono su livelli stabili. L’intervento dell’Arpa è stato concluso da Laura Porzio che ha illustrato i risultati delle attività di monitoraggio straordinario effettuate sui siti nucleari nel 2017.

Lamberto Matteocci dell’Ispra ha affrontato il tema dei trasferimenti del combustibile irraggiato in Francia, che è sospeso da tempo. “L’allontanamento del combustibileha detto Matteocciè una operazione richiesta in ragione della non idoneità della struttura per lo stoccaggio a lungo termine (trasferimento all’estero per il riprocessamento). Il trasferimento in Francia comprende il combustibile transitato nel deposito Avogadro a seguito della bonifica della piscina dell’Impianto Eurex”.

Il tavolo si è concluso con diversi interventi da parte di sindaci e rappresentanti dei territori interessati e delle prefetture.