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Papa Benedetto «Stolto pregiudizio su Papa Francesco»

«Stolto pregiudizio» su Papa Francesco. Nel quinto anniversario, il 13 marzo 2013,  dell’elezione al soglio di Pietro dell’argentino-piemontese Jorge Mario Bergoglio, scende in campo Benedetto XVI che cinque anni fa rinunciò al papato e dal 28 febbraio 2013 vive nell’ombra «nascosto al mondo». Il Papa emerito sostiene la continuità tra i due papati. Lo fa in una lettera a mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione: «Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta».

Benedetto ringrazia per gli undici libri scritti da teologi di fama internazionale che compongono la collana «La teologia di Papa Francesco», pubblicata dalla Libreria editrice vaticana e curata dal torinese don Roberto Repole, docente alla Facoltà teologica di Torino e presidente dell’Associazione teologica italiana. Aggiunge Ratzinger: «I piccoli volumi mostrano che Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento».

DIO GUARISCE DROGA, SUPERSTIZIONI, MAGIA – Il gesto di Benedetto ha un alto significato, subito colto dai media, giornali e televisioni di tutto il mnondo, che hanno dato grande risalto alla notizia. Papa Bergoglio, incurante delle beghe e delle piccinerie, si preoccupa di preparare il popolo di Dio alla Settimana Santa e alla Pasqua: «Dio guarisce da droga e superstizioni; ci è accanto nei momenti in cui ci sentiamo soli, quando siamo tentati di arrenderci alle difficoltà della vita, quando la situazione sembra disperata». L’inno alla misericordia di Dio permea questi cinque anni di pontificato: «Può capitare di essere presi dall’angoscia, dall’inquietudine, dalla paura della malattia e della morte. Questo spiega perché tante persone, cercando una via d’uscita, imboccano pericolose scorciatoie come la droga, le superstizioni, i rovinosi rituali di magia».

I LICEALI PREPARANO LA VIA CRUCIS – Ma l’amore di Dio è più grande di quanto possiamo immaginare e «si estende oltre qualsiasi peccato», non ha limiti, è privo di confini, non conosce ostacoli. Con il peccato «ci allontaniamo da Dio, ma lui non si allontana da noi. Anzi la condizione di debolezza e di confusione è un motivo in più perché Dio ci rimanga vicino. Questa certezza deve sempre accompagnarci: qualunque cosa possiamo rimproverarci, Dio è più grande del nostro cuore». E, in sintonia con il Sinodo dei vescovi sui giovani (3-28 ottobre 2018), Papa Bergoglio affida la preparazione dei testi per la Via Crucis del Venerdì Santo (30 marzo) al Colosseo a 15 giovani, coordinati dal prof. Andrea Monda, insegnante, scrittore e saggista. Dopo cardinali ed esponenti di altre confessioni cristiane, sacerdoti e suore, contemplative e preti di strada, per la prima volta tocca agli studenti di un liceo classico romano dove il prof. Monda insegna religione.

AMAZZONIA POLMONE DEL PIANETA – «Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale» è il tema scelto da Francesco per l’assemblea speciale del Sinodo sulla Regione Panamazzonica che si svolgerà a Roma nell’ottobre 2019. Ha preannunciato la sua intenzione ai vescovi peruviani nel maggio 2017 e ha formalizzato l’annuncio all’Angelus del 15 ottobre 2017: «Accogliendo il desiderio di alcune Conferenze episcopali dell’America Latina, la voce di diversi pastori e fedeli di altre parti del mondo, ho deciso di convocare un Sinodo per la Regione Panamazzonica. Scopo principale è individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro Pianeta. Nel rispetto della bellezza del creato, tutti i popoli della terra lodino Dio, Signore dell’universo». All’evento sono interessate un centinaio tra diocesi, vicariati e prelature apostoliche perché l’Amazzonia copre quasi 8 milioni di chilometri quadrati in 9 Paesi (Brasile, Perù, Bolivia, Colombia, Ecuador, Venezuela, Suriname, Guyana, Guyana francese) nei quali vivono 34 milioni di persone, di cui 3 milioni di aborigeni di 390 popoli autoctoni e 137 popoli «isolati» che non entrano in contatto con gli altri popoli.

Pier Giuseppe Accornero

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