Lo chiameremo Andrea

Fra i mille problemi, grandi e piccoli, che affliggono la nostra città, pare che ora ci sia anche quello di trovare un nome definitivo al nuovo ponte sul Tanaro, specie dopo le accuse di presunte (e sottolineo il termine) molestie sessuali che sarebbero state sporte nei confronti del suo progettista Meier da alcune donne, accuse che, se provate, oscurerebbero effettivamente la “fama” dell’archistar e renderebbero inopportuna l’intitolazione al suo nome che si stava avviando a diventare molto probabile, essendo ormai entrata nell’uso comune.

Le soluzioni proposte sono molte: da Ponte Francesca Calvo (che, fra parentesi, a me non dispiace affatto) a Nuovo Cittadella (bello ma nostalgico), a Ponte Karlovac (città gemellata con Alessandria) ad altre ancora, alcune davvero fantasiose.

Tutte hanno una ragione d’essere, tutte hanno qualche pro e qualche contro, ma io avrei una proposta in merito, almeno riguardo il metodo di scelta.

Perché “calare” comunque il nome dall’alto, dopo averlo deciso, come al solito, nelle “segrete stanze”?

Ecco, visto che è il ponte di tutta la città (anche perché ce lo stiamo pagando tutti noi…), si potrebbe selezionare una rosa ristretta, sei/sette nomi al massimo, e poi fare un bel sondaggio, magari online, tramite i giornali locali.

Il nome che ha avuto più preferenze… vince, amici come prima e soprattutto… passiamo ad altro!

In democrazia dovrebbe funzionare così.

Gian Luca Lamborizio