Pubblicità

Le società industriali a responsabilità limitata: il quadro nazionale e piemontese

La società a responsabilità limitata è una forma giuridica molto utilizzata in Italia che presenta diversi vantaggi, tra cui l’attribuzione della personalità giuridica (e quindi la possibilità di separare il patrimonio dell’impresa da quello personale dei suoi soci), livelli molto contenuti di capitale mimino necessario per la sua costituzione, regole di governance flessibili, ecc.

I dati Istat sull’economia italiana mostrano come nel 2016 (ultimo anno di bilancio a oggi disponibile per la maggior parte delle società) si sia registrato un incremento del valore aggiunto delle imprese dell’1,6% rispetto al 2015. Il settore produttivo che ha maggiormente beneficiato di questa crescita è quello industriale (con un incremento del 3,4%), seguito dalle costruzioni (in aumento dell’1,5%), dai servizi (che crescono dell’1,3%), mentre il comparto agricoltura, silvicoltura e pesca evidenzia purtroppo una flessione del 5,4%.

Il recente documento di ricerca “Osservatorio sui bilanci delle società a responsabilità limitata – settore industria” a cura del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e della Fondazione nazionale dei commercialisti, evidenzia che nel settore dell’industria le società a responsabilità limitata sono cresciute più della media nazionale, segnando un +5,2% rispetto al +3,4% medio italiano del comparto.

Il documento evidenzia, inoltre, che le società a responsabilità limitata attive e appartenenti al settore dell’industria erano circa 87.000, di cui il 26,4% microimprese (con fatturato inferiore a 350 mila euro annui), il 41,7% piccole imprese (con un fatturato compreso tra euro 350.000 e 2.500.000), il 26,2% medio-piccole imprese (con fatturato compreso tra 2 e 10 milioni di euro) e il restante 5,7% sono società di maggiori dimensioni (oltre i 10 milioni di fatturato).

I dati del 2016 delle società a responsabilità limitata industriali mostrano a livello complessivo nazionale un volume di ricavi di circa 300 miliardi di euro, in crescita del 2,1% rispetto al 2015 e dell’8,4% rispetto al 2014.

Il risultato operativo, ossia la differenza tra i ricavi e i costi operativi, mostra nel 2016 un valore di 16,9 miliardi di euro, in deciso aumento rispetto al 2015 (15 miliardi di euro) e al 2014 (12,1 miliardi di euro), evidenziando pertanto un netto miglioramento.

Anche l’analisi dello stato patrimoniale evidenzia risultati interessanti: i debiti totali erano 161 miliardi di euro nel 2014 e restano grossomodo inalterati nel 2016 (161,8 miliardi di euro), mentre il patrimonio netto, autentica espressione della “ricchezza” delle imprese, passa dai quasi 100 miliardi di euro del 2014 agli oltre 116 miliardi nel 2016.

In deciso miglioramento nell’ultimo triennio sono poi gli indicatori economici delle società a responsabilità limitata industriali. Il Return on Equity (ROE), ossia la redditività globale dell’impresa espressa dal rapporto tra l’utile o la perdita e il patrimonio netto, passa dal 5,9% del 2014 al 9% del 2016 e analogamente il Return on Investment (ROI), ossia l’indice che misura la redditività operativa delle imprese e che esprime quindi la capacità di creare reddito attraverso la gestione “tipica” aziendale, aumenta dall’8,1% del 2014 al 10,3% del 2016.

Anche i risultati del Piemonte appaiono interessanti. Le società a responsabilità limitata piemontesi operanti nel comparto industriale presentano un valore della produzione (che comprende tutti i ricavi operativi) di circa 65,5 miliardi di euro (pari al 6,5% sul totale di settore a livello nazionale) e occupano 115.723 addetti (ossia il 40,8% di tutti i soggetti impiegati nelle diverse società a responsabilità limitata, anche non industriali, operanti nella regione). Leggermente inferiori rispetto alla media nazionale del settore industriale sono gli indici economici. La redditività globale del patrimonio netto (che indica quindi il rendimento a disposizione dei soci), espressa dal Return on Equity (ROE), è pari al 6,9% (rispetto al 9% nazionale), mentre la redditività operativa, ottenuta attraverso la gestione “caratteristica” delle imprese (rendimento che permetterà quindi di remunerare i soci, i finanziatori e corrispondere le imposte), desunta dal Return on Investment (ROI), si attesta al 9,2% (contro il 10,3% nazionale), seppur sempre in aumento nel triennio considerato.

Questi risultati appaiono quindi rassicuranti per un comparto strategico, sia a livello nazionale sia locale, e possono dunque far ben sperare per il futuro.

Flavio Servato

Pubblicità