Pasqua all’insegna del Sinodo dei giovani dell’ottobre 2018⁩

«Gridate la gioia di Cristo che il mondo ha perso» è l’invito di Papa Francesco nella Settimana Santa e nella Pasqua, rivolto a tutti ma in particolare ai giovani nella 33ª Giornata mondiale della gioventù, celebrata nelle diocesi la Domenica delle palme (25 marzo 2018). Gesù entra in Gerusalemme dal Monte degli ulivi e la folla lo acclama, preludio della Pasqua di morte e risurrezione. Francesco invita a riflettere sulla liturgia che «unisce gioia e festa al sapore amaro e doloroso della passione. Così si mettono a nudo sentimenti e contraddizioni degli uomini e donne di oggi, capaci di amare e di odiare, di sacrificarsi e di lavarsene le mani, capaci di fedeltà e grandi tradimenti».

I giovani non cadano nel silenzio imposto da un mondo corrotto – «Coloro che gioiscono hanno ritrovato in Cristo fiducia, dignità, perdono, speranza, compassione. La gioia osannante è scomoda, scandalosa, insopportabile per coloro che si considerano giusti e fedeli alla legge e ai precetti; per chi non ha sensibilità al dolore, alla sofferenza, alla miseria. Com’è difficile condividere la gioia per coloro che confidano nelle proprie forze e si sentono superiori agli altri». Unico antidoto «è guardare la croce di Cristo» e lasciarsi interpellare. La gioia cristiana dei giovani «dà fastidio perché li rende non manipolabili. Il mondo cerca di metterli a tacere anestetizzandoli e rendendoli invisibili perché non facciano rumore. Cari giovani, sta a voi gridare l’”Osanna della domenica” per non cadere nel “Crocifiggilo del venerdì”. Se noi anziani, tante volte corrotti, stiamo zitti, voi griderete? Per favore,decidetevi prima che gridino le pietre».

«Fate chiasso, cosa sarebbe la Chiesa senza di voi?» – Giorni fa alcuni giovani della Basilica hanno cantato davanti a Casa Santa Marta e Francesco è uscito a incontrarli: «Fate chiasso, cosa sarebbe la Chiesa senza di voi?». La Pasqua di quest’anno è caratterizzata dall’attesa del Sinodo del 3-28 ottobre 2018 sul tema «I giovani, la fede, il discernimento vocazionale». Francesco vuole che il Sinodo ascolti i giovani. Per questo 300 ragazzi di vari Paesi hanno partecipato al pre-Sinodo (19-24 marzo) e 15 mila si sono fatti sentire sugli «strumenti di navigazione». I giovani sono attirati dalla gioia,un segno distintivo della fede cristiana, e desiderano la Chiesa testimone di ciò che insegna. Lo scrivono nel documento finale, sintesi del lavoro di 20 gruppi linguistici

Una Chiesa autentica, trasparente, onesta, accessibile, interattiva – Il testo – in tre parti: «Sfide e opportunità; Fede e vocazione; Azione educativa e pastorale della Chiesa» – confluirà nell’«Instrumentum laboris» di ottobre. «Cerchiamo il senso di noi stessi in comunità che siano di sostegno, edificanti, autentiche, accessibili, in grado di valorizzarci. Abbiamo bisogno di una Chiesa accogliente e misericordiosa, che apprezza le sue radici e i suoi tesori, amando tutti. Vogliamo un mondo di pace, che tenga insieme un’ecologia integrale con un’economia sostenibile».

«La tecnologia rende schiavi molti giovani» – In tutto il mondo i media sostituiscono «le relazioni umane e persino Dio. I giovani consumano in maniera ossessiva i prodotti multimediali e vivono in un mondo iperconnesso» ma senza vere comunicazioni. «La tecnologia crea un’ingannevole realtà parallela che ignora la dignità umana». C’è poi tanta confusione e tanta ignoranza su Gesù: «Proponiamo il ritorno alle Scritture in modo da approfondire la conoscenza di Cristo». In Africa, America Latina e Asia i giovani «sperimentano una Chiesa vicina».

In Europa e Nord-America molti giovani lasciano la Chiesa – «Hanno sperimentato indifferenza, giudizio, rifiuto. Troviamo celebrazioni e comunità morte. I giovani sono attirati dalla gioia, che dovrebbe essere un segno distintivo della fede». Chiedono una Chiesa che sappia ammettere gli errori e abbia l’umiltà di chiedere perdono per gli abusi sessuali e l’amministrazione delle ricchezze; che faccia chiarezza sul ruolo delle donne; che comunichi attraverso i nuovi media; che parli con chiarezza di omossessualità e gender. Chiedono alla Chiesa di incontrare «le persone dove socializzano: bar, caffetterie, parchi, palestre, stadi, centri di aggregazione; ma anche in luoghi travagliati: orfanotrofi, ospedali, periferie, zone di guerra, prigioni, comunità di recupero, quartieri a luci rosse».

Pier Giuseppe Accornero