Da un secolo all’altro: la salute di una comunità nelle fonti archivistiche dell’Isral e dell’Ospedale Civile

Ci sono figure storiche poco conosciute, ma che hanno contribuito in modo significativo al dibattito socio-culturale della nostra realtà. E vi sono luoghi che nascondono veri e propri patrimoni, in termini documentari e archivistici, che consentono una più approfondita lettura della società contemporanea.

Il progetto “Da un secolo all’altro: la salute di una comunità nelle fonti archivistiche dell’Isral e dell’Ospedale Civile” realizzato dall’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi” e dall’Azienda Ospedaliera di Alessandria, grazie a un contributo della Regione Piemonte, nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare due archivi di grande rilevanza per la storia sociale della nostra città, uno personale, l’altro istituzionale: l’archivio di Dino Ottavi e quello dell’Azienda Ospedaliera.

Dino Ottavi, di origini pisane, ricordato come “Il cittadino che protesta” o “Il libraio terribile”, ha sempre manifestato il legame profondo tra tutta la sua attività sociale e politica e l’ispirazione resistenziale. Le sue carte testimoniano tra l’altro il suo interesse di una vita per la salute mentale e le condizioni di vita nei manicomi, della cui chiusura era un fervente sostenitore.

Ma il progetto è ampio e intende ricostruire le vicende storiche, anche sanitarie, di Alessandria attraverso la valorizzazione del patrimonio documentale presente nell’Inventario Pasero, ossia la porzione di archivio dell’Azienda Ospedaliera depositato presso l’Archivio di Stato di Alessandria. E oltre a questo esame è prevista l’analisi di quanto escluso dall’Inventario Pasero, circa cinquecento buste e registri non inventariati della seconda metà del Novecento.

Il progetto si prospetta affascinante e permetterà agli studiosi di avere a disposizione carte, immagini, documenti ben conservati, ma finora poco fruibili: l'”archivio Ottavi” è stato soggetto a vari spostamenti ed è stato a lungo conservato in scatole chiuse nei locali di deposito dell’Istituto. Carte che saranno rese alla storia, nella loro integrità.