Il Paraboloide di Casale Monferrato: da silos a centro culturale della memoria dell’industria del cemento

Il progetto “Il Paraboloide di Casale Monferrato: da silos a centro culturale della memoria dell’industria del cemento”, che nei mesi scorsi era stato tra quelli selezionati dalla Compagnia di San Paolo per la call “Polo del 900”, oggi diventa una realtà che appartiene alla collettività. Il progetto è stato l’unico nella Provincia di Alessandria a essere finanziato e il contributo ha dato modo di avviare una collaborazione fattiva che, creando una rete fra i soggetti che già si occupavano del tema, valorizza l’archeologia industriale e restituisce oggi un lavoro di produzione culturale che diventa patrimonio permanente del territorio del Monferrato.

Il progetto vede il Comune di Casale Monferrato come capofila in collaborazione con Associazione Culturale Il Cemento, Associazione OperO, Parco Fluviale del Po e dell’Orba. Grazie al finanziamento di Polo del ‘900|Compagnia di San Paolo, è stato ampliato il museo diffuso esistente (dedicato appunto a questa storia industriale italiana ancora prima che monferrina e che racconta l’impatto sullo sviluppo economico industriale e soprattutto sociale degli abitanti del Monferrato Casalese) e valorizzato il Paraboloide di Casale Monferrato, simbolo assoluto della storia del cemento, tassello significativo della storia del lavoro e dell’uomo nel corso del ‘900, soprattutto se contestualizzato al “boom economico” del dopoguerra, che ha visto l’Italia protagonista dello sviluppo europeo.

Il Paraboloide diventa così una porta per la valorizzazione delle architetture e le storie del cemento monferrino: sia dal punto di vista delle architetture e delle decorazioni architettoniche urbane che dei luoghi produttivi di archeologia industriale: sentieri, miniere, percorsi, testimonianze culturale e musei, come il Museo Etnografico di Coniolo.

Infatti il territorio del Casalese è senza dubbio uno dei più ricchi di tracce della storia dell’industria del cemento che da fine ‘800 ha rappresentato una forza egemone nell’area. Industria che porta all’affermazione di Casale Monferrato come Capitale Nazionale della Calce e del Cemento, un titolo confermato tutt’ora e uno fra i punti cardine del recente approdo nella top ten delle città candidate a Capitale Italiana della Cultura 2020.

La struttura del Paraboloide interpreta a pieno le possibilità del calcestruzzo armato che, all’inizio del secolo scorso, fu riconosciuto come una delle scoperte più importanti dell’ingegneria strutturale. Esso consentì agli ingegneri di superare i limiti considerati fino allora insuperabili dalle strutture cosiddette pesanti (realizzate cioè in pietra o mattoni) sia in termini di luce coperta, sia in altezza, e raggiungere le snellezze caratteristiche delle strutture metalliche. Il complesso originario includeva due grandi palazzi per uffici, un basso fabbricato con dei camini e il silos orizzontale a profilo parabolico che costituì il marchio di fabbrica dell’industria e il deposito del materiale prodotto. Di tutto quel complesso ora rimane solo il paraboloide, ex-deposito del clinker, mentre tutti gli altri edifici sono stati demoliti. La costruzione del complesso industriale risale agli anni ‘30 e fu realizzato per la ditta Italcementi di Bergamo. Il complesso si trova vicino alla stazione ferroviaria al limite del centro storico e nella configurazione originaria occupava una superficie di 6.500 mq; il paraboloide oggi copre una superficie di 1.150 mq, ha una pianta rettangolare di 23 metri di luce e 50 metri di profondità, con un’altezza di 12,5 metri che include una galleria aperta alta 4,5 metri posta alla sommità della struttura.

Nel fine settimana sono previste diverse iniziative:

Sabato 19 e domenica 20 maggio, nel Chiostro di Santa Croce (Museo Civico), dalle 10,30 alle 13 e dalle 15 alle 18,30 sarà presentato il progetto dedicato al fotografo casalese inventore del teleobiettivo: la mostra fotografica di Francesco Negri sulla Casale Monferrato di ‘800 e ‘900, progetto che di fatto segna la nascita del Museo Diffuso dedicato al Fondo Negri, un’esposizione di fotografie allestita in oltre quaranta tra bar, ristoranti, esercizi commerciali e culturali cittadini.

Questo fine settimana sarà quindi un’occasione unica per osservare le fotografie in un’unica location, appunto il Chiostro del Museo Civico.

L’inaugurazione è prevista per le 10,30 nella Sala delle Lunette. Dopo i saluti istituzionali e la conferenza di Elisa Costanzo della Biblioteca Civica e di Alessandra Montanera per il Museo Civico sul Fondo Negri, Lorenzo Dotti terrà un focus sul laboratorio di acquerelli per le scuole (saranno esposti anche i lavori degli studenti) e quindi  verrà presentato il progetto di accessibilità digitale curato da At Media grazie al quale il Parboloide è diventato un luogo accessibile anche nei suoi sotterranei.

Alle ore 17,30 di sabato 19 maggio, a chiudere la giornata nel Chiostro di Santa Croce, ci sarà un concerto gratuito per violino e pianoforte curato dall’Istituto Musicale Soliva con Antonio Sacco e Matteo Corda.

Nello stesso fine settimana, sabato e domenica, a Coniolo aprirà il Museo Etnografico “Coniolo, il paese che visse due volte” (dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19 ingresso gratuito). Maggiori informazioni possono essere ottenute contattando Agostino Giusto (3204916362 – giustoagostino@hotmail.it) e il Comune di Coniolo (0142 408423 – info@comune.coniolo.al.it).

Nel fine settimana successivo del 26 e 27 maggio gli eventi continueranno e il Paraboloide sarà accessibile al pubblico che lo potrà visitare gratuitamente e in tutta sicurezza.