Questione di immagine

Spiacciono molto, all’interno dell’iter travagliato e per certi versi davvero sorprendente, specialmente visti gli sviluppi degli ultimi giorni, che ha portato alla formazione del nuovo governo, le dichiarazioni di alcuni alti rappresentanti esteri e testate giornalistiche straniere, in merito al voto espresso il 4 di marzo, alla compagine che ne è scaturita e, più in generale, all’intero nostro popolo.

Sappiamo tutti a quali dichiarazioni mi sto riferendo e non vale davvero la pena ripeterle. Diciamolo subito; un minimo di verità, in alcune di esse, sarà magari anche contenuto, ma è gravissimo che alti rappresentanti delle istituzioni, specie europee, e testate di solito autorevoli, si siano permessi uno “scivolone”, e soprattutto generalizzazioni, del genere.

La reazione da parte delle nostre autorità, ovviamente, c’è stata, né poteva essere altrimenti, e le smentite e/o le scuse sono come di consueto puntualmente arrivate. Nel frattempo, però, un qualche ulteriore e sicuramente non necessario danno di immagine c’è stato.

Ecco, mi piacerebbe sapere se si fosse trattato, per dire, di elezioni britanniche o francesi, quanti si sarebbero permessi certe libertà.

Inutile negarlo; il nostro Paese, fra gli innumerevoli suoi problemi, ha anche quello di dare più sostanza alla propria immagine e più credibilità alla propria classe dirigente, guadagnandosi il necessario rispetto in ogni sede.

Anche questo conta, affinché poi nessuno si ritenga autorizzato a certe gratuite, malevoli e spesso interessate affermazioni.

Il rispetto (e la credibilità), d’altra parte, non si ottengono dall’oggi al domani; vanno guadagnati, e mantenuti, giorno dopo giorno, con un lavoro faticoso e discreto.

Fra le mille, costosissime riforme e…  mission impossible che attendono il nuovo governo, quella di dare finalmente la possibilità all’Italia di essere trattata alla pari in ogni contesto istituzionale potrebbe essere una piccola, anche se complicata, riforma “possibile” e soprattutto a costo zero, che nel medio e lungo termine porterebbe sicuramente grandi benefici a tutto il sistema Paese.

Gian Luca Lamborizio