Cresce l’export piemontese. Bene Alessandria (+11,1%)

È un quadro con luci e ombre quello che emerge dagli ultimi dati sull’export pubblicati da Unioncamere Piemonte. La performance manifestata dalle esportazioni regionali nei primi tre mesi del 2018 è infatti apparsa meno brillante rispetto a quella riscontrata a livello complessivo nazionale (+3,3% contro l’1,2% piemontese). Nel trimestre, tuttavia, il valore delle esportazioni piemontesi di merci ha raggiunto gli 11,9 miliardi di euro. Contemporaneamente il valore delle importazioni di merci è aumentato dello 0,5%, raggiungendo quota 8,5 miliardi. Il saldo della bilancia commerciale si è così confermato positivo, risultando pari a 3,4 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto ai 3,3 miliardi di euro del I trimestre 2017.

“Aprirsi al mondo – ha commentato Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte – è l’unica strada che possiedono le nostre imprese, il cui alto valore in termini di qualità produttiva ci viene da sempre riconosciuto a livello internazionale, per essere più competitive e performanti. Le istituzioni, in questo quadro economico, hanno il dovere di sostenere le iniziative imprenditoriali di accompagnamento all’internazionalizzazione non solo pensando a politiche di sburocratizzazione, digitalizzazione e occupazione, ma soprattutto sostenendo progetti infrastrutturali efficaci e moderni. È di queste ore l’ok alla linea ad alta velocità Praga-Dresda: i Paesi europei, con visione del futuro, hanno capito che da qui passa lo sviluppo dei nostri territori. Noi non possiamo essere da meno”.

E a giudicare dai dati sembrerebbe impossibile non dare ragione alle parole del presidente di Unioncamere. Complessivamente le esportazioni verso i mercati comunitari sono cresciute del 2,5% rispetto al I trimestre del 2017. Nei primi tre mesi del 2018 i più importanti mercati dell’area per le merci piemontesi si confermano quello tedesco e quello francese, entrambi con una quota dell’export regionale del’13,7%. La Germania ha evidenziato un andamento sostanzialmente piatto (+0,6%), mentre più rilevante è apparso l’incremento dell’export verso la Francia (+5,1%). Variazioni positive sono state registrate anche per il Regno Unito (+5,9%), Belgio (+1,3%), Paesi Bassi (+7,0%), Austria (+6,8%) e Repubblica Ceca (+5,7%). In calo, invece, le esportazioni verso Spagna (-1,3%), Polonia (-3,7%) e Romania (-1,5%). Le esportazioni verso i Paesi extra-Ue 28 hanno registrato una lieve flessione (-0,6%) a causa del calo delle vendite dirette in Svizzera (-1,5%), in Cina (-14,6%) ed in Turchia (-8,3%). Buone performance sono state invece registrate sul mercato statunitense (+8,1%), quello brasiliano (+24,5%), messicano (4,5%) e russo (8,7%).

A livello territoriale ad eccezione del capoluogo regionale (-11,0%) penalizzato dall’andamento dei mezzi di trasporto, si evidenziano crescite più o meno intense per tutte le province. Asti registra un’espansione eccezionale delle vendite oltre confine (+83,7%), spiegata da forte crescita della metalmeccanica e del comparto alimentare. Si rilevano però performance superiori alle media regionale anche per tutte le altre realtà territoriali. Le esportazioni di Alessandria mostrano un incremento dell’11,1%, seguite dal vercellese con un aumento del 10,6%. A Biella le esportazioni mostrano una crescita dell’8,0% rispetto all’analogo periodo del 2017. Incrementi intorno ai 4 punti percentuali caratterizzano, infine, le esportazioni di Cuneo (+4,3%), Novara (+4,1%) e Verbania (+4,1%).

E.C.