Il rapporto banca-impresa: le nuove regole di Basilea per la gestione del credito.

Il rapporto banca-impresa è gestito secondo le cosiddette regole di Basilea. Questo significa che una banca, prima di erogare un finanziamento, dovrà acquisire una serie di informazioni sull’impresa in modo da poter effettuare una valutazione sulla sua capacità di restituire il prestito (il cosiddetto rating). Questa analisi consente inoltre alla banca di determinare il livello di rischiosità della controparte e di meglio definire il tasso di interesse.

L’esame svolto dalla banca riguarda diversi ambiti di osservazione, tra cui gli aspetti quantitativi (ossia quelli relativi al bilancio dell’impresa e più in generale al suo “stato di salute”), quelli qualitativi (che riguardano, ad esempio, la governance dell’impresa, le sue strategie, il suo posizionamento competitivo, l’esame del suo business plan, ecc.) ed infine l’analisi andamentale (vale a dire i rapporti che l’impresa ha complessivamente intrattenuto con il sistema bancario).

A queste analisi sono poi collegate delle valutazioni di carattere economico-statistico che consentono alla banca di valutare la rischiosità del cliente (ossia la sua “probabilità di default”) e di conseguenza capire se è conveniente concedergli un finanziamento e a quali condizioni.

Questo sistema, seppur criticato perché non sempre ben si presta alle imprese di minori dimensioni (che normalmente sono meno strutturate sotto il profilo formale rispetto a quelle più grandi), consente tuttavia di utilizzare una metodologia più oggettiva e meno discrezionale per l’analisi delle controparti, con la possibilità di determinare l’effetto degli eventuali default dei clienti.

L’evoluzione di queste regole comporterà l’introduzione di “Basilea III”, che rispetto alla versione attuale terrà in considerazione anche i periodi di crisi e introdurrà dei sistemi per poterli superare con maggiore facilità.

La nuova Basilea, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2022, si focalizza, in estrema sintesi, sui sistemi di calcolo utilizzati dalle banche per l’analisi della rischiosità della loro clientela, con l’obiettivo di fornire una maggiore omogeneità dei criteri applicati.

In particolare, saranno privilegiati i cosiddetti sistemi IRB (Internal Rating Based), vale a dire i criteri statistici di carattere interno tipici delle imprese bancarie di maggiori dimensioni, che appaiono più precisi rispetto ai cosiddetti rating esterni. Questo potrebbe dunque porre una maggiore attenzione da parte delle banche (in particolar modo per quelle più piccole) sui meccanismi di determinazione dei rating, con l’introduzione di criteri di calcolo più precisi rispetto al passato.

Tra le altre novità vi è l’introduzione dei sistemi standardizzati per la determinazione dei requisiti patrimoniali. Essi sono collegati agli accantonamenti che le banche devono effettuare in considerazione della rischiosità dei loro clienti, che saranno quindi rivisti con l’obiettivo di consentire un maggiore stimolo alla concorrenza.

Le nuove regole prevedono infine la creazione di un “buffer” per le istituzioni a rilevanza sistemica globale, ossia un accantonamento aggiuntivo che servirà per meglio affrontare i periodi di instabilità economica e finanziaria.

Specifiche novità riguardano poi il finanziamento delle imprese di piccole e medie dimensioni affinché le stesse non siano penalizzate dall’applicazione dei nuovi criteri, cercando così di superare le critiche originariamente mosse a questa impostazione.

Le nuove regole interessano anche le garanzie ipotecarie offerte dai clienti alle banche, che ai fini della determinazione dei requisiti patrimoniali dovranno essere valutate in modo da considerare i diversi livelli di rischiosità.

In conclusione, si tratta quindi di rilevanti novità che interesseranno attivamente le nostre imprese, sperando che possano al contempo stimolare la crescita economica.

Flavio Servato