Una nuova agricoltura?

La Politica Agricola Comune si appresta nuovamente a cambiare: insieme alla nuova proposta di bilancio pluriennale europeo per il settennio 2021-2027, la Commissione europea ha infatti presentato ad inizio giugno lo schema di riforma della PAC per il medesimo periodo.

Va subito detto che la proposta non apporta novità particolari, ma segue la via tracciata dalle passate riforme: nessuna rivoluzione, quindi, ma un adattamento, comunque necessario, delle norme esistenti.

Agenda 2000 e la riforma Fischler costituirono un cambiamento di paradigma nell’agricoltura europea, ma sono state adottate in periodi lontani, quando l’Europa rappresentava solo una parte del continente e gli interessi dei suoi membri non erano così distanti, se non addirittura divergenti, come lo sono oggi.

Bruxelles non ha evidentemente la forza di imporre una propria visione strategica ai 27 Paesi, e nessuno intende rischiare di mettere in pericolo il difficile equilibrio raggiunto nel 2013 con l’accordo sulla PAC ora in vigore.

La proposta della Commissione punta pertanto ad apportare genericamente qualche miglioramento, cambiando più profondamente le regole solo dove sa o spera di trovare un facile accordo, o comunque una raggiungibile convergenza, sui tavoli di discussione.

È il caso, ad esempio, della maggior flessibilità concessa agli Stati membri per quanto riguarda l’utilizzo delle dotazioni finanziarie loro assegnate, con la possibilità di progettare programmi nazionali su misura che rispondano più efficacemente alle esigenze locali. Tali piani dovranno perseguire obiettivi economici, ambientali e sociali stabiliti a livello europeo e saranno approvati dalla Commissione così da garantire la coerenza e la tutela del mercato unico.

Pur riscontrando il diffuso favore dei Paesi membri, questa maggiore flessibilità è stata vista dal Parlamento europeo come un tentativo di ri-nazionalizzazione della PAC e, pertanto, fatta oggetto di numerose critiche già in fase di primo esame della proposta.

Anche i pagamenti diretti, che rimarranno il cardine della politica agricola, subiranno delle modifiche per favorire le aziende di piccole e medie dimensioni, mentre saranno subordinati al rispetto di requisiti ambientali e climatici più rigorosi.

Per quanto riguarda invece il bilancio della PAC per il settennio 2021-2027, la Commissione ha proposto un bilancio di 365 miliardi di euro, con una riduzione del 5% rispetto alla programmazione attuale. Per l’Italia il budget complessivo sarà di poco superiore a 36 miliardi di euro, con un decremento del 7%: 24,9 miliardi per i pagamenti diretti, 8,9 miliardi per lo sviluppo rurale e 2,5 miliardi alle misure di mercato.

Sui suddetti tagli, è certo, si concentreranno le maggiori discussioni per il varo della nuova PAC.  La stessa Coldiretti si è pronunciata in modo critico definendo tali tagli insostenibili con una perdita per l’Italia di circa 2,7 miliardi di euro. In fase di trattative, il nuovo Governo sarà chiamato a difendere gli interessi degli agricoltori italiani.

Antonella Formisano