I ragazzi con sindrome di Down lavorano al bar del carcere

Favorire l’inserimento lavorativo di persone diversamente abili è, sempre più spesso, un traguardo raggiungibile: impegnarsi con costanza e determinazione, fornire informazioni utili a sconfiggere i pregiudizi, trovare e coinvolgere realtà del mondo profit “sensibili”, costituiscono la “ricetta” vincente.

Per trovare un significativo esempio non occorre cercare lontano: il Centro Down di Alessandria è una realtà del volontariato locale che, da tempo, opera con successo proprio con l’obiettivo di offrire nuove opportunità di autonomia e inserimento lavorativo ai propri ragazzi.

A volte, però, ci si trova a dover trovare risposte e soluzioni a situazioni di disabilità particolarmente gravi che necessitano di una marcia in più: di idee innovative, progetti sperimentali e di un team operativo ad hoc.

Ad Alessandria questa nuova “ricetta” ha preso la forma di un laboratorio protetto per persone con grave disabilità intellettiva.

L’unione, come sempre, fa la forza: questo è stato, quindi, lo spirito con il quale istituzioni, associazioni, privato sociale e club services si sono alleati per realizzare un importante progetto di inclusione.

Centro Down di Alessandria, Cooperativa Sociale Coompany& e Associazione Abilitando hanno studiato e messo a punto un progetto di “work habilitation” che ha trovato l’entusiastica partecipazione della Casa di Reclusione “San Michele” ed il concreto e convinto sostegno del Rotary International, attraverso il Rotary di Alessandria e un comitato composto da diversi Rotary Club del basso Piemonte e della Liguria (denominato “Grappolo”), con il supporto del CSVAA.

Un laboratorio protetto, dunque, istituito all’interno del bar della Casa di Reclusione di Alessandria “San Michele” al fine di offrire ai ragazzi del Centro Down che presentano maggiori difficoltà dal punto di vista cognitivo e/o sensoriale un’opportunità per apprendere abilità lavorative specifiche in un luogo “sicuro” che può offrire loro rispetto e anche sostegno: gli avventori sono, infatti, agenti della polizia penitenziaria, impiegati dell’amministrazione, magistrati e avvocati, ossia “clienti” che garantiscono un ambiente sicuramente comprensivo e meno stressante rispetto a quello di locali aperti ad un pubblico indifferenziato.

I ragazzi coinvolti nel progetto, oltre al costante affiancamento di un tutor avranno a disposizione appositi strumenti ad hoc di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) che sono stati donati dal Rotary di Alessandria e che, grazie alla consulenza informatica dell’Associazione Abilitando, li aiuteranno nella gestione degli spazi e delle relazioni.

“Come ci ricorda la Costituzione” sottolinea Mario Bianchi, direttore del Centro Down Alessandria ”il lavoro, oltre a consentire di vivere una vita il più possibile autonoma, è strumento di inclusione nella società e di affermazione della propria dignità individuale e ciò vale a maggior ragione per le persone con disabilità. Ecco perché voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo importante progetto che, sono certo, permetterà ai nostri ragazzi di sentirsi, come mai prima, coinvolti, importanti e spinti ad agire. Perché questo progetto è davvero una straordinaria opportunità per apprendere adeguate competenze lavorative, indispensabili per un percorso verso l’autonomia e l’indipendenza”.