Factoring in Italia: l’analisi dell’Associazione Italiana per il Factoring

Cosa è il Factoring?

Nella sua accezione più diffusa il factoring è un contratto che consente a un’impresa di smobilizzare i propri crediti attraverso una cessione a favore di un soggetto specializzato (la società di factoring o il factor), in cambio di una commissione o di un interesse.

La cessione potrà avvenire alla clausola pro soluto oppure pro solvendo. Nel primo caso il factor si assume il rischio dell’eventuale insolvenza del debitore, mentre nella seconda ipotesi permangono in capo all’impresa che ha ceduto i crediti tutti i rischi legati all’eventuale insolvenza del debitore.

I dati di Assifact, l’Associazione Italiana per il Factoring, contenuti nella relazione annuale sull’attività svolta dallo stesso ente nell’esercizio 2017/2018, evidenziano uno scenario economico caratterizzato da una generale ripresa, con una crescita internazionale del 3,8%, cui segue un +2,4% per l’area euro e un +1,5% a livello nazionale.

Il mercato mondiale del factoring registra nel 2017 una crescita del 9%, con un turnover cumulativo annuo di 2.598 miliardi di euro. In particolare, il mercato italiano del factoring rappresenta il 13% di quello europeo e il 9% di quello mondiale, costituendo in termini di volumi il quarto mercato europeo e il quinto a livello globale.

Il Mercato del Factoring in Italia

La relazione di Assifact evidenzia come il turnover complessivo degli operatori di factoring aderenti all’Associazione stessa abbia superato i 221,5 miliardi di euro (con una crescita del 9,48% rispetto all’anno precedente), con un incremento dei finanziamenti tra il 2017 e il 2016 dell’1,4%. I crediti commerciali acquistati dalle società di factoring alla fine del 2017, invece, sono aumentati del 2,19%, superando così la quota di 62 miliardi di euro.

Con riferimento alla qualità del credito, il settore del factoring ha evidenziato nel corso del 2017 un livello di incidenza delle partite deteriorate pari al 6,45%, in calo rispetto al 7,06% registrato nell’anno precedente. L’incidenza dei crediti deteriorati appare inoltre molto contenuta rispetto a quella del settore bancario, che ha registrato rispettivamente nel 2016 una percentuale del 17,8% e nel 2017 del 14,8%, valori più che doppi rispetto al comparto del factoring.

Quanto infine alle sofferenze, il factoring segna alla fine del 2017 un livello pari al 3,04%, valore anch’esso molto più contenuto rispetto a quello del settore bancario che invece segnava un 9,33%.

Per quanto concerne le prospettive del settore, il documento dell’Assifact ricorda come nel mercato italiano i crediti commerciali rappresentino il 32,2% circa rispetto al totale delle attività finanziarie delle imprese, cui corrisponde un valore di circa 585 miliardi di euro, ammontare corrispondente a più di una volta e mezzo il totale dei debiti finanziari a breve termine.

Inoltre, le stime della Banca d’Italia sui tempi di pagamento dei debiti commerciali da parte delle pubbliche amministrazioni mostrano valori ancora lontani rispetto alla media degli altri paesi europei attestandosi in media sui 95 giorni circa, con un debito commerciale stimato per il 2017 in circa 57 miliardi.

Società di Factoring: ruolo chiave nel mercato Italiano

Ne emerge quindi uno scenario in cui il ruolo delle società di factoring appare rilevante per poter smobilizzare i crediti e concedere alle imprese la liquidità necessaria per lo svolgimento della loro attività.

Questo settore potrebbe inoltre usufruire in futuro dei vantaggi offerti dalle nuove tecnologie, che sono peraltro oggetto di approfondimenti tra Assifact e il Politecnico di Milano, in modo da poter sfruttare al meglio le opportunità derivanti dalla digitalizzazione dei processi, nonché dalla presenza di piattaforme digitali a supporto della cessione del credito.

Flavio Servato