Microcredito imprenditoriale: l’analisi dell’Ente Nazionale per il Microcredito

Cos’è il Microcredito?

Tra i diversi strumenti finanziari a disposizione delle aziende si può annoverare anche il microcredito. Esso consiste in un finanziamento (normalmente di importo relativamente contenuto) che può essere concesso a persone fisiche, associazioni, cooperative, società di persone o società a responsabilità limitata semplificata per poter avviare o sviluppare un’attività di lavoro autonomo o una microimpresa. I finanziamenti concessi non presentano garanzie reali e sono accompagnati da servizi di assistenza e monitoraggio a favore dei soggetti beneficiari.

I finanziamenti (purché di importo inferiore a 10.000 euro) possono essere concessi anche a favore di persone fisiche in condizioni di particolare vulnerabilità economica o sociale, con l’obiettivo di consentirne l’inclusione sociale e finanziaria, cui sono applicate delle condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato.

Esso è quindi uno strumento che può favorire lo sviluppo delle imprese (anche di più recente costituzione), agevolando al contempo i soggetti che normalmente riscontrano maggiori difficoltà di accesso al credito bancario tradizionale.

Il microcredito imprenditoriale, in particolare, è stato analizzato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, ossia il soggetto che si occupa, in estrema sintesi, della promozione, della valutazione e del monitoraggio degli strumenti microfinanziari.

Microcredito in Italia nel 2018

Il documento si riferisce al mese di giugno 2018 ed evidenzia una crescita delle richieste di microcredito pervenute agli istituti finanziari convenzionati con l’Ente Nazionale stesso. I dati mostrano una crescita delle richieste del 249% dal 2016 al 2017, passando da 463 a 1.155 domande, mentre nel primo semestre del 2018 si registrano già 1.507 richieste, con un aumento del 30% rispetto all’intero anno precedente. L’Ente, visti i trend, prevede che alla fine del 2018 le richieste complessive possano superare la soglia delle 3.000 domande, con una previsione di crescita del 260% rispetto al 2017.

Al 30 giugno 2018 le richieste complessivamente assistite da tutor formati e contrattualizzati dall’Ente sono state 3.125; di esse circa un terzo sono in fase di lavorazione o in attesa della delibera bancaria.

Tenendo in considerazione le sole richieste che hanno concluso il percorso, i dati dell’Ente Nazionale per il Microcredito mostrano come nel 68% dei casi sia stato concesso un finanziamento, mentre nel 10% si assiste ad una delibera negativa da parte dell’istituto di credito e nel 22% dei casi il richiedente rinuncia prima dell’esito definitivo.

Le richieste che hanno trovato accoglimento risultano complessivamente 1.368 cui corrisponde un importo finanziato di circa 31,5 milioni di euro. L’importo medio dei finanziamenti è di circa 23.000 euro per una durata in media poco superiore ai 5 anni.

Quanto ai tempi di erogazione dei prestiti, la ricerca evidenzia una media di 94 giorni, di cui 34 per il tutoraggio dedicato allo sviluppo della pratica e 62 giorni per l’ottenimento della delibera bancaria.

Chi ne trae vantaggio?

Tra i soggetti che fanno maggior ricorso a questo strumento finanziario vi sono i liberi professionisti e le ditte individuali, mentre interessante è il dato sulla percentuale di default, da cui emerge un tasso molto contenuto e pari allo 0,73%.

Il documento si conclude poi con alcune utili considerazioni di impatto sociale. Per ogni operazione di microcredito, infatti, si possono generare mediamente 2,43 posti di lavoro nel medio termine e, più nello specifico, i finanziamenti concessi dal 2016 al mese di giugno del 2018 potranno creare oltre 3.000 posti di lavoro.

Proprio per questi motivi il microcredito imprenditoriale risulta dunque uno strumento in grado di generare ricadute in termini economici e occupazionali.

Flavio Servato