Ad Acqui la presentazione del libro su Cefalonia

In attesa della cerimonia della 51° edizione del Premio Acqui Storia, che avrà luogo sabato 20 ottobre alle ore 17 presso il Teatro Ariston di Acqui Terme, tra le iniziative che fanno da cornice all’evento, il Premio è lieto di invitare il pubblico, nella giornata di venerdì 19 ottobre presso la Sala Convegni Ex Kaimano, in via Maggiorino Ferraris n. 5, alle ore 17,00, alla presentazione del volume di Marco De Paolis e Isabella Insolvibile. “Cefalonia. Il processo, la storia, i documenti” edito da Viella. Introduce gli Autori l’Assessore alla Cultura Alessandra Terzolo. Intervengono il Gen. B. Fulvio Poli, Capo del V Reparto – Affari Generali dello Stato Maggiore dell’Esercito, Pier Vittorio Buffa Giornalista dell’Espresso e Giuseppe Dalpiaz Presidente dell’Associazione Nazionale Divisione “Acqui”.
Terzo dei volumi della collana “I processi per i crimini di guerra tedeschi in Italia” editi da Viella Editrice, il libro è dedicato ai tragici eventi di Cefalonia. Nel settembre 1943, sull’isola di Cefalonia si consumò il più grande massacro di soldati italiani della seconda guerra mondiale. Reparti tedeschi perlopiù appartenenti alla 1a Gebirgs-Division Edel¬weiss, già responsabili di crimini di guerra, sterminarono in pochi giorni migliaia di soldati della Divisione italiana Acqui, ubbidendo a un ordine di Hitler. 
Fra i vari episodi in cui si è articolata sull’isola l’immane tragedia della Divisione “Acqui”, particolare rilievo ha avuto quello della ‘Casetta rossa’, vale a dire la fucilazione di circa 120 ufficiali dello Stato Maggiore della Divisione, fra cui lo stesso Gen. Gandin, Comandante della stessa. Si tratta proprio dell’eccidio in relazione al quale è stato celebrato il processo al tribunale militare di Roma nel 2013.
 La documentazione utilizzata per l’indagine e il processo (celebrato solo a settant’anni dall’evento), di cui qui si dà conto, è un imprescindibile materiale per chiunque voglia approfondire la conoscenza di un episodio cruciale della nostra storia: fonti italiane, tedesche e anglo-americane, relazioni degli organi investigativi e, soprattutto, verbali d’interrogatorio risalenti a differenti fasi d’indagine sono oggi un patrimonio a disposizione di tutti.
Il recupero dei documenti nella fase giudiziaria ha contribuito a migliorare la conoscenza della storia grazie all’acquisizione di fonti inedite delle sofferenze dei famigliari delle persone coinvolte nel tragico eccidio. 
Emerge così lo sviluppo della cultura della pace, che può contribuire anche alla nostra sicurezza, come ha sottolineato il Dott. Marco De Paolis in occasione della presentazione del suo volume sulla Nave Palinuro, presso il Porto di Argostoli in Grecia lo scorso settembre. “Tenere viva la memoria storica, soprattutto nell’ambito delle Forze Armate, e rafforzare, dunque, la centralità della consapevolezza del proprio passato, nella formazione culturale e professionale della compagine militare, contribuisce a sviluppare spirito di corpo e consapevolezza della propria professione”.