UPO, Gianluca Aimaretti alla guida del Dipartimento di Medicina traslazionale

Il professor Gianluca Aimaretti sarà il nuovo direttore del Dipartimento di Medicina traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale dal 1° novembre 2018. È stato eletto lo scorso 9 ottobre con 41 voti favorevoli sui 44 (3 le schede bianche) dei votanti presenti alla seduta elettiva svoltasi nella sede della Scuola di Medicina. La carica di vice-direttore sarà assunta dalla professoressa Marisa Gariglio.

Gianluca Aimaretti succederà al professor Gian Carlo Avanzi, rettore eletto dell’UPO che si insedierà alla guida dell’Ateneo il 1° novembre. Il professor Aimaretti è originario di Pinerolo (TO) e insegna all’UPO dal 2006. Formatosi a Torino (laurea in Medicina e Chirurgia nel 1992 con una tesi sulle influenze metaboliche nel controllo dell’ormone della crescita) è stato ricercatore a Torino dal 1998 al 2005. Nel 2006 diviene professore associato e nel 2017 ottiene il ruolo di professore ordinario di Endocrinologia. Dal 1° gennaio 2016 è Direttore della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara.

Dal punto di vista della ricerca medica Gianluca Aimaretti si sta occupando principalmente di tre temi: l’utilizzo nella pratica clinica di farmaci innovativi per la cura del Diabete mellito di tipo 2; il ruolo dei fattori infiammatori nell’interazione tra carcinoma differenziato della tiroide e obesità; la prevalenza e l’incidenza dei tumori della regione Ipotalamo-ipofisaria. Ha al suo attivo circa 200 tra articoli originali, review e lettere su giornali internazionali e ha tenuto più di 200 communications a congressi nazionali e internazionali.

«Guidare uno dei Dipartimenti di eccellenza del nostro Ateneo — ha commentato il professor Aimaretti dopo la sua elezione — sarà una sfida stimolante nella ricerca del costante miglioramento per l’Università del Piemonte Orientale e per tutto il nostro territorio di riferimento. Sono convinto che sia possibile elevare ulteriormente i nostri standard, già eccellenti, attraverso un contributo comune e mediante quella che mi piace definire l’unione dei silos della nostra professione: la medicina contemporanea di eccellenza si nutre e ha bisogno di una interdisciplinarità e di un respiro internazionale che il DIMET vuole adottare come strada maestra per il presente e per il futuro.»