Fabbriche Aperte, conto alla rovescia per iscriversi: resta solo oggi

Presto, bisogna sbrigarsi. Mancano poche ore alla chiusura delle iscrizioni per partecipare a “Fabbriche Aperte”, l’iniziativa della Regione Piemonte che venerdì 26 e sabato 27 ottobre darà la possibilità di visitare 145 stabilimenti piemontesi.

Il termine ultimo per iscriversi è fissato alla mezzanotte di oggi, ma soltanto una quindicina gli stabilimenti avrebbero ancora posti liberi (per i dettagli visitare il sito www.piemontefabbricheaperte.it), per il resto sarebbe tutto già prenotato da tempo.

Quello di quest’anno è stato, infatti, un vero e proprio “boom” nelle richieste, tanto da far registrare oltre 3 mila visitatori in più rispetto all’edizione del 2017. Un totale complessivo di oltre 8mila iscritti che, tradotto in termini percentuali, equivale a +60% rispetto ai 5mila dello scorso anno. Inoltre, le fabbriche visitabili sono quasi il 50% in più rispetto al 2017 (si è infatti passati da 100 a 145). Numeri importanti che evidenzierebbero l’interesse crescente dei piemontesi verso quella che potrebbe diventare un appuntamento fisso anche negli anni a venire e con numeri ancora più significativi.

“Gli iscritti alle visite – spiegano dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione – segnalano diversi motivi di interesse, tra cui la conoscenza dei prodotti e del ciclo produttivo e l’approfondimento su macchinari e tecnologie, nonché gli aspetti collegati al tema dell’innovazione nelle imprese locali”. Età media dei partecipanti tra i 40 e i 60 anni, molti anche i giovani e le famiglie, e una media di due visite programmate a testa.

“Fabbriche Aperte – ha commentato l’assessore Giuseppina De Santis – è un’iniziativa che si distingue per la sua particolarità di aprire contemporaneamente le fabbriche sull’intero territorio regionale. Un progetto quindi su larga scala, non limitato a un singolo territorio. Dalla nostra manifattura arrivano opportunità per tutti e questa operazione ha il significato di costruire l’occasione in cui la comunità piemontese può acquisirne coscienza”.

EC