AIM Italia: la quotazione in borsa che fa crescere le piccole e medie imprese

Il sistema capitalistico e finanziario italiano si caratterizza storicamente per un forte legame tra l’azienda e l’imprenditore, circostanza che ha pertanto ridotto il ricorso ai mercati quotati e favorito l’utilizzo del debito bancario.

Tuttavia alcune imprese, quali in particolare quelle di minori dimensioni o quelle di più recente costituzione (quali le start up), potrebbero risultare penalizzate. Esse, infatti, sono ancora poco strutturate per poter gestire tutti gli adempimenti richiesti da una quotazione sui mercati azionari e al contempo potrebbero incontrare difficoltà nell’accesso ai finanziamenti bancari.

Proprio per questi motivi è nato “AIM Italia”, ossia un mercato regolamentato e vigilato da Borsa Italiana, creato sulla base dell’esperienza inglese di AIM (il cui acronimo è Alternative Investment Market) del London Stock Exchange.

AIM Italia è quindi un particolare segmento di mercato dedicato alle piccole e medie imprese dinamiche e competitive, che cercano sul mercato i capitali per finanziare la loro crescita. Il percorso di quotazione è quindi rivisto in considerazione delle esigenze e delle dimensioni delle piccole e medie imprese italiane, sapendo così coniugare i vantaggi della quotazione con l’applicazione di regole semplificate rispetto alle società quotate “tradizionali”.

Questo può consentire all’impresa, inoltre, di godere di una maggiore visibilità (in quanto la quotazione migliora la credibilità della società), può favorire la sua crescita e l’internazionalizzazione e consente di attribuire un valore di mercato alla società (grazie alla quotazione).

Un attore fondamentale nell’AIM Italia è il Nominated Adviser, ossia una banca, un’impresa di investimento o una società specializzata che sovraintende alle attività preliminari di valutazione della società, la affianca nel processo di quotazione e la assiste in modo continuativo.

I più recenti dati di Borsa Italiana mostrano come le imprese quotate su AIM Italia siano ben 113, operanti in 13 settori differenti e con una capitalizzazione totale di 7,6 miliardi di euro, di cui 3,7 miliardi come raccolta totale nella quotazione.
A riguardo, il documento “Le principali evidenze: risultati, liquidità e governance. La quotazione su AIM Italia”dell’Osservatorio AIM Italia – IR Top Consulting ha presentato i risultati di un’analisi dell’Aim Italia, mettendo in luce come il mercato si sia triplicato nel corso degli ultimi cinque anni, passando dalle 36 imprese quotate del 2014 alle oltre 108 della prima parte del 2018.

In quest’ultimo quinquennio è inoltre aumentata la capitalizzazione complessiva delle società (passata dai 27 milioni del 2014 ai 45 milioni del 2018, con un incremento del 67%), è cresciuta la presenza degli investitori istituzionali (che da 63 nel 2014 è passata a 101 nel 2018), nonché la quota detenuta dagli investitori istituzionali esteri (che passano dal 39% del 2014 al 52% del 2018).

Il settore più rilevante nel 2018 è quello della finanza (che pesa per il 24%), seguito dall’industria (16%), dai media (14%), dall’energia ed energie rinnovabili (11%) e dalla tecnologia (11%).

Quanto alla distribuzione territoriale delle società quotate spicca la Lombardia (con il 52%), cui seguono l’Emilia Romagna e il Lazio (entrambe al 10%), mentre il Piemonte si colloca nelle prime 6 regioni italiane con un peso del 4%.

L’analisi dei dati di bilancio del 2017 mostra come le società quotate impieghino oltre 20.000 dipendenti, abbiano in media 43 milioni di euro di fatturato e 30 di esse abbiano distribuito oltre 60 milioni di euro di dividendi.

In conclusione, la quotazione sull’AIM Italia rappresenta un’opportunità per il finanziamento delle imprese e per poter così favorire la loro crescita.

Flavio Servato