Pernigotti, prima i Toksok dicono a Conte che non chiudono e poi cambiano idea

Ha dell’incredibile quanto accaduto oggi. E verrebbe da chiedersi perché garantire una cosa al Premier Giuseppe Conte e poi farne un’altra.

La famiglia Toksok ha deciso di chiudere lo stabilimento di Novi Ligure della Pernigotti nonostante avesse garantito al Premier il contrario. La richiesta di cassa integrazione, infatti, sarà per cessata attività.

Oggi, non appena è stata ricevuta la convocazione al Ministero per lo Sviluppo Economico per venerdì alle 12 in cui si è letto l’ordine del giorno (cioè la cessata attività), è salita la tensione.

“Non abbandonateci!” è l’appello che lanciano i lavoratori agli organi di stampa ma anche alla gente comune. “Che fine hanno fatto tutte le belle parole che sono venuti a dirci i parlamentari?”.

Verrebbe da chiedersi, anche, cosa ne pensa il Ministro Di Maio che lunedì sera ha esultato sui social alla fine dell’incontro con i Toksok annunciando a breve una sua visita ai lavoratori novesi. Ecco, sarebbe bello che il Ministro fosse presente sabato al corteo per testimoniare di persona quanto ha annunciato più volte nei comunicati. Sarebbe bello che ci fossero nuovamente tutti i parlamentari che si sono alternati in questi giorni. Sarebbe bello che ci fossero tutti gli abitanti di Novi e della Provincia.

Intanto la Diocesi di Tortona ha aperto un conto corrente per sostenere i lavoratori. È intestato a Diocesi di Tortona Caritas – Fondo di solidarietà lavoratori Pernigotti e Iperdì Novi Ligure – Iban IT48N0311148420000000000838. Causale: Solidarietà dipendenti Pernigotti.