Alessandrini ed Aleramici in Sicilia: sulle tracce di un’emigrazione medievale dimenticata

La conferenza di domenica 12 novembre alle 17:30 nella chiesa di San Giacomo in Alessandria intende ricostruire i legami tra gli Aleramici e la Sicilia: legami che risultano assai più complessi ed articolati rispetto a quanto potrebbe apparire da una prima analisi superficiale.

I collegamenti risalgono all’XI secolo, quando nobili, coloni e soldati provenienti dalla Marca Aleramica (comprendente il Monferrato, le Langhe e il Savonese), e piccole aree occidentali della Lombardia e dell’Emilia, raggiungono la Sicilia.

Il processo migratorio assume particolare rilievo per la presenza degli esponenti di alcune importanti famiglie feudali Aleramiche: i del Vasto, gli Agliano, i Del Carretto, gli Incisa; oltre alla partecipazione dei Marchesi di Monferrato, all’epoca impegnati anche in Terrasanta per la difesa del Regno di Gerusalemme.

Nel corso della seconda metà del XIV secolo si verifica un ulteriore flusso migratorio che coinvolge l’Alessandrino, il Tortonese e l’Oltrepò.

Viene così a formarsi un’isola linguistica Gallo-italica all’interno della Sicilia che è definita come Sicilia lombarda o Lombardia siciliana.

Particolarmente curiosa appare la vicenda degli Alessandrini che si stanziarono a Corleone, città antichissima ma quasi spopolatasi durante la dominazione dei Normanni. Attraverso le pergamene conservate presso l’Archivio di Stato di Palermo – provenienti principalmente dal del monastero di Santa Maria del Bosco di Calatamauro – è stata avviata una prima indagine per ricostruire la presenza degli alessandrini nel cuore della Sicilia.