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Elezioni del Rettore dell’Università del piemonte Orientale, Rizzello si candiderà.

Si è tenuta stamattina, alle ore 10:00 presso Palazzo Borsalino, la conferenza stampa indetta dal Professor Rizzello, Direttore del dipartimento DIGSPES di Alessandria.

Il Professore ha presentato il suo programma e ha parzialmente spiegato come intende raggiungere i suoi obbiettivi alla presenza della stampa, della rappresentanza dei docenti e degli studenti.

L’obbiettivo del professor Rizzello è quello di trasformare le 3 città da città con Università, in città universitarie. Sono necessari quindi potenziamenti dal punto di vista dell’edilizia universitaria e della vivibilità delle città.

Partendo dal trasferimento del Museo del Cappello, che attualmente è impacchettato ed impegna aule universitarie che non possono essere ristrutturate arrivando agli immobili originariamente destinati all’UPO sulla carta ma che ancora destano in stato di abbandono per il mancato completamento degli iter burocratici da parte dei pubblici organismi.

L’idea è quella di individuare, in ogni città, spazi congiuntamente gestiti sia dalle amministrazioni pubbliche che dall’Università, coinvolgendo ad Alessandria anche il Conservatorio. Mostre, concerti, conferenze, possono e devono coesistere negli stessi luoghi dove la cultura nasce o viene studiata e riscoperta, allo scopo di evitare l’autoreferenzialità dell’Università, la quale deve essere tangibile per la cittadinanza.

L’Università del Piemonte Orientale è ormai una parte inscindibile della realtà dei nostri tre territori, e il futuro di tutti noi è ormai positivamente vincolato al successo della nostra Università.

Risulta comunque necessario creare una rete sinergica con gli atenei di Milano, Torino e Genova, allo scopo di strutturare collaborazioni e mettere in circolo le nostre competenze. Il Direttore ha parlato inoltre dell’area dell’ex EXPO di Milano, dove il progetto Human Technopol sta sorgendo, un treno che l’Ateneo non deve assolutamente perdere.

Ad Alessandria, non soltanto il tessuto delle pubbliche istituzioni deve particolarmente essere attendo a questa realtà, ma anche l’Unione Industriale e la Camera di Commercio, allo scopo di puntare sulla formazione e l’acquisizione di competenze specifiche in percorsi post laurea degli studenti. Su di loro bisogna lavorare con una solida formazione in termini di problem solving, capacità di innovazione, creatività, in modo da indirizzare le loro competenze in ambiti specifici. Bisogna creare una attività curricolare mirata alla creazione di specifiche competenze post laurea. Questo anche tramite la strutturazione di corsi di alta formazione e master di alto livello, internazionalizzati. L’UPO in questi termini è già ottava a livello nazionale secondo la recente classifica stilata dal Sole 24 ore (anno 2016) (http://www.ilsole24ore.com/speciali/classifiche_universita_2016/home.shtml), ma ottavi non basta. Bisogna continuare a colmare il divario tra conoscenza ed esperienza, allo scopo di fornire la base migliore possibile, ai nostri utenti, per affrontare quello che è poi il mercato del lavoro reale, sempre più competitivo a livello internazionale.

Queste prossime future città universitarie dovranno essere strutturate con la stessa ottica di Siena e Trento, due esempi estremamente virtuosi a livello internazionale, sia in termini di ospitalità di studenti e docenti visiting, sia in termini di eventi internazionali, come il festival dell’Eonomia di Trento (https://2018.festivaleconomia.eu/)

Accoglienza in ingresso e soprattutto in uscita, ricerca, scambi di conoscenze, ancora ricerca. Sono questi i nodi su cui bisogna attivamente lavorare nel brevissimo termine con una ottica di lunghissimo termine.

Tre mosse dunque su Alessandria, la prima è quella legata alla presa in carico della caserma dei Carabinieri dirimpetto a Palazzo Borsalino e la sua completa ristrutturazione allo scopo di migliorare gli spazi, creare aule studio, una mensa, trasferire ed ampliare la biblioteca. Questi spazi serviranno a risolvere le criticità che quotidianamente si presentano a Palazzo Borsalino, dove sono insediati ormai stabilmente ben cinque corsi.

In secondo luogo vuole intervenire sul Seminario Vescovile della Curia, allo scopo di ottenere una biblioteca, 80 posti letto e spazi per gli studenti, sia del DISIT, sia di Palazzo Borsalino, sia del Conservatorio dove ne presenterà la necessità.

La terza azione sarà quella in sinergia con il Sindaco Cuttica di Revigliasco, sull’area San Francesco (ex Ospedale Militare). La ristrutturazione prevederà aule, posti letto, spazi di aggregazione non solo per gli studenti ma per la cittadinanza tutta.

L’idea di fondo è quella di colmare il gap che si è creato in termini di investimenti in questi anni, pur non dimenticando di prestare particolare attenzione all’eccellenza che si è creata anche su Vercelli e Novara. Le tre sedi devono viaggiare assieme, una delle tre è stata lasciata molto indietro.

La mobilità internazionale verrà promossa, essendo uno degli obbiettivi strategici dell’Ateneo, mettendo in rete le competenze, docenti con relazioni internazionale di alto livello devono essere agevolati e valorizzati, bisogna implementare l’amministrazione universitaria  allo scopo di coordinare queste competenze. Questo avrà ricadute positive non solo per gli studenti, ma anche per la ricerca.

Per i ragazzi che vogliono, e dovrebbero, partire dobbiamo migliorare la nostra rete di relazioni e spiegare loro quanto è attrattivo l’intraprendere un percorso internazionale, non solo sotto l’aspetto lavorativo, ma soprattutto sotto l’aspetto umano.

E. C.

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