Pubblicità

Il bambino della Cittadella

Sono gli 850 anni della città di Alessandria (ricorrenza che un antico documento fa cadere in questo 2018) e l’apertura della XIX Biennale di Poesia (longeva e prestigiosa iniziativa culturale della città e della provincia) a fornire occasione al Gruppo dell’Incanto per riproporre un’opera fatta di narrazione attoriale e di canzoni originali, a suo tempo pubblicata in cd con libretto e più volte presentata in varie sedi.

Il racconto de Il bambino della Cittadella si snoda a partire dagli anni ’50 del Novecento, gli anni della povertà e della lenta ripresa, con la nostra celebre fortezza che si avviava lentamente alla perdita di funzione militare per un futuro ancora incerto, il tutto condotto sulla linea dell’autobiografia che permette il richiamo, anche sincretico, a momenti forti della storia locale e non solo (il Lungaspada ricordato da Dante, il D’Armagnac dell’Ariosto e Barbarossa e Napoleone…). Poi la colpevole dimenticanza del fiume, l’alluvione del 1994 e i segni di una crisi che la canzone “I gatti” (da Leoni composta oltre trent’anni fa) lasciava presagire.

Come dono di compleanno alla Città, una nuova canzone, molto ironica, nata dalla collaborazione Penotti/Leoni: “Cavallo Marengo” (con l’accento sulla finale, alla francese), in anteprima alla Gambarina. E’ il “monumento elettrico” di Lodola, sulla rotonda di Marengo, a ispirare e motivare il pezzo: si dice che sia in onore del cavallo, in realtà è ancora una volta un’esaltazione di Napoleone, sospetto rafforzato dalle denominazioni delle battaglie sui bordi della rotonda… tutt’altro che un messaggio di pace ai viaggiatori.

Dopo la Gambarina, per Il bambino della Cittadella e per “Cavallo Marengo” sarà la volta di incontri del Gruppo dell’incanto con gli studenti del Liceo Classico “Plana”, anche per parlare di Alessandria e della sua storia in momenti in cui ai giovani pare interessare di più l’andare altrove.

Pubblicità