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Luca Savarino nel Comitato Nazionale di Bioetica

Luca Savarino insegna Bioetica presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università del Piemonte Orientale e dallo scorso 23 marzo è membro del Comitato Nazionale di Bioetica.

Il Comitato è composto da 26 membri, scelti dalla Presidenza del Consiglio in considerazione della loro professionalità ed esperienza. «È stata costituita — si legge nel comunicato delle Presidenza del Consiglio dei Ministri del 26 marzo 2018 — una équipe interdisciplinare di alto valore scientifico, composta da filosofi morali, bioeticisti, giuristi, medici, sociologi e scienziati.» Fanno parte del Comitato, come membri consultivi, anche il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, dei Chirurghi e degli Odontoiatri, il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani. Alla presidenza del Comitato è stato nominato il professor Lorenzo d’Avack (emerito di Filosofia del Diritto e docente presso le Università di Roma Tre e LUISS).

Il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB, sito Web) è stato istituito con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 28 marzo 1990. Svolge sia funzioni di consulenza presso il Governo, il Parlamento e le altre istituzioni, sia funzioni di informazione nei confronti dell’opinione pubblica sui problemi etici che emergono con il progredire delle ricerche e delle applicazioni tecnologiche nell’ambito delle scienze della vita e della cura della salute.

«Ringrazio l’Università del Piemonte Orientale — ha dichiarato il professor Luca Savarino (vai alla scheda personale) — dove in questi anni ho potuto sviluppare le competenze che hanno reso possibile la mia nomina. In un contesto come quello del Comitato nazionale per la bioetica, composto da studiosi con competenze molto differenti tra loro e di diversa provenienza culturale e religiosa, ritengo sia necessario contribuire a superare le contrapposizioni ideologiche che storicamente hanno caratterizzano il dibattito pubblico italiano sui temi etici.»

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