Terroristi islamici massacrano i cristiani

Altri giorni di passione per i cristiani massacrati dagli estremisti islamici nel mondo, che si sono scatenati contro le chiese, nonostante gli appelli di Papa Francesco.

QUINDICI MORTI NELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA – Quindici i morti, tra cui un prete, nell’attacco dei miliziani islamici del distretto PK5 a Nostra Signora di Fatima a Bangui (Repubblica Centrafricana). Tra le vittime il sacerdote Albert Toungoumale’-Baba. La minoranza islamica della capitale dal 2013 è confinata nel quartiere Pk5. Il 28 maggio 2014 altre 15 persone furono uccise in un attacco alla chiesa. Il cardinale arcivescovo di Bangui Dieudonné Nzapalainga condanna il massacro, chiede che «venga resa giustizia alla popolazione. Cosa abbiamo fatto di questo Paese? Colpi di Stato, insurrezioni, morti, saccheggi,  distruzioni: la violenza non è una soluzione. No alla violenza, alla barbarie, all’autodistruzione. Alziamoci in piedi come un solo uomo per condannare» le nefandezze.

UNA FAMIGLIA DI TERRORISTI IN INDONESIA – La famiglia Sopriyanto – padre, madre, due fratelli e due sorelle – si preparano per andare in chiesa, non per pregare ma per farsi esplodere in tre diverse chiese cristiane. Il risultato è uno dei più gravi attentati terroristici in Indonesia: 13 morti e 41 feriti. Follia si aggiunge a follia nel Paese musulmano più popoloso: una mamma e bambine suicidi. Fanno parte dei mille militanti indonesiani reduci dalla Siria. I due figli di 18 e 16 anni, a bordo di un motorino, sono i primi a farsi saltare all’esterno di una chiesa cattolica. Il padre dà un passaggio alla moglie e alle due figlie di 12 e 9 anni e poi lancia il furgone esplosivo contro una chiesa pentecostale. Madre e figlie azionano le cinture esplosive all’esterno di una chiesa calvinista. I criminali Jemaah Ansharut Daulah (Jad), gruppo che giurò fedeltà al Califfato, rivendicano gli attacchi.

COLPITE TRE CHIESE CRISTIANE – Dopo l’assalto alle tre chiese cristiane, militanti del Jad innescano la rivolta in un carcere di massima sicurezza nella capitale Jakarta: i detenuti uccidono sei agenti del corpo anti-terrorismo dopo orrende torture. Le forze di sicurezza riprendono il controllo del carcere e uccidono tre detenuti. Quattro suicidi, in motocicletta, si fanno esplodere contro il quartier generale della polizia. Negli ultimi 15 anni, le autorità di Giacarta sconfiggono la rete della Jemaah Islamiyah, responsabile degli attentati di Bali nel 2002 con 202 morti. La nuova galassia preoccupa perché può contare sul ritorno dei militanti indottrinati dal Califfato. Il presidente Joko Widodo parla di «atto barbarico». Nella pluralistica Indonesia l’87 per cento dei 260 milioni di abitanti segue un Islam  moderato. Il Paese è un obiettivo dall’Isis che vuole sbarcare nel Sud-est asiatico. I cristiani, solo il 9 per cento, sono uno degli obiettivi. Francesco invoca che «nel cuore di tutti trovino spazio sentimenti non di odio e violenza ma di riconciliazione e fraternità».

«L’INFORMAZIONE NON È CHIACCHERICCCIO» – «Un’informazione che non cada nelle contrapposizioni sterili, nella superficialità, nel chiacchiericcio; che non descriva solo ciò che è già sotto i riflettori, che non dimentichi le situazioni drammatiche, che non si stanchi di raccontare le storie delle persone, con particolare attenzione agli indifesi, agli ultimi, agli scartati, a quelli che non hanno potere. Un’informazione capace di raccontare la complessa realtà, senza cedere a schematismi e propaganda». In un tempo in cui tutti parlano ma non sono disposti ad ascoltare, il ruolo dell’informazione è quanto mai necessario. Lo sottolinea Francesco nella lettera a Maurizio Molinari, direttore de «La Stampa», in occasione dell’ultimo restauro grafico: «Un giornalismo che rispetti la deontologia cercando di offrire una buona informazione ma anche un’informazione buona, fatta di approfondimenti e confronto, sempre rispettosa della dignità delle persone».

IL NUOVO PORTALE CEINEWS – Francesco esorta a costruire «ponti tra gli uomini, tra le generazioni, tra gli ambiti sociali e professionali». Mons. Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale italiana, presenta il nuovo portale «Ceinews»: «La presenza ecclesiale nel contesto comunicativo è al centro dei vescovi per un miglioramento dei media». Aggiornato quotidianamente in tre fasce orarie, produce alcuni contenuti e fa da «aggregatore» di quelli prodotti da altre testate Cei: il quotidiano «Avvenire», l’agenzia «Sir», il circuito radiofonico «InBlu», la rete televisiva «Tv2000». L’obiettivo è aprire i media sociali alla presenza della Chiesa, favorire il rinnovamento nell’ottica della riforma voluta da Francesco per i media vaticani

CENTOCINQUANTAMILA NEOCATECUMENALI – «Siate appassionati di umanità, missionari agili, leggeri e liberi da schemi precostituiti, accogliendo tutti e camminando insieme senza dettare il passo agli altri». I 50 anni del Cammino neocatecumenale a Roma si celebra nel campus dell’università a Tor Vergata con 150 mila persone da 134 nazioni. Chitarre, bandiere, tamburi, striscioni per ricordare il mezzo secolo dell’avvio. Kiko Argüello e Carmen Hernandez, dopo un’esperienza di preghiera e povertà tra le baracche di Palomeras Altas alla periferia di Madrid, portano una nuova forma di evangelizzazione nel Sessantotto italiano. Francesco consegna il crocifisso missionario a 34 famiglie che vanno in Europa, Africa e Medio Oriente. «Non contano gli argomenti ma la vita che attrae; non la capacità di imporsi, ma il coraggio di servire. L’evangelizzazione è il fulcro del Cammino ed è la priorità della Chiesa». Sintetizza la missione il verbo «Andate. Solo una Chiesa svincolata da potere e denaro, libera da trionfalismi e clericalismi testimonia in modo credibile che Cristo libera l’uomo. Coraggio, non contristatevi. Quando le nubi dei problemi sembrano addensarsi sulle vostre giornate, ricordatevi che l’amore di Dio splende sempre, come sole che non tramonta».

Pier Giuseppe Accornero